Collezione 2021

DESCRIZIONE

L’Ordine massonico conserva ancora, accuratamente celate nelle valve dei suoi rituali, preziose perle esoteriche. Gli undici testi di cui si compone questa vera e propria crestomazia di divulgazioni coprono un arco temporale abbastanza circoscritto – appena una dozzina d’anni, compresi fra il 1754 e il 1766 – e tuttavia nevralgico per lo sviluppo della moderna Massoneria inglese: anni davvero cruciali, in cui peraltro si manifestò apertamente lo scontro fra Ancients e Moderns su un terreno ormai integralmente speculativo per entrambe le fazioni.

L’eco profonda che tale diatriba suscitò si espanse a tal punto che ancor oggi se ne percepisce il riverbero negli ambienti latomistici. In particolare, a costituire motivo di profondo disaccordo tra i due opposti schieramenti fu il delicato tema della ritualità e delle altre innovazioni apportate dai Moderns, oltre che, beninteso, le questioni socio-religiose che agitavano al tempo l’arena politica. In quel concitato frangente apparvero così le prime pubblicazioni per iniziativa di ristrette cerchie iniziatiche, che intendevano in tal modo preservare dall’oblio e dalla degenerazione il nucleo pulsante delle proprie dottrine esoteriche. Se ne possono scorgere tracce evidenti negli stessi scritti qui raccolti per la prima volta in versione bilingue. Da tutte le opere selezionate, alcune delle quali veramente rare e preziose, traspira con intensità l’atmosfera tipica dell’epoca.

Sommario:

La Massoneria nella spirale antitradizionale della modernità – Il Massone Esaminato (1754) – I Segreti dei Massoni Rivelati (1759) – Una Chiave Universale per la Massoneria (1760) – I Tre Colpi distinti (1760) – Jachin e Boaz (1762) – Hiram (1764) – Shibboleth (1765) – I Misteri della Massoneria spiegati (1765) – Salomone in tutta la sua Gloria (1766) – Tubal-Kain (1766) – Il Massone messo a nudo (1766).

Scheda

Divulgazioni inglesi (1754-1766)
Edizione bilingue originale-italiano
Harmonia Mundi, Torino 2021, 558 pagine (grande formato e immagini)
Informazioni e acquisto diretto tramite Harmonia Mundi

Formato 22,5 cm x 15,3 cm
Copertina a quattro colori in cartoncino vergato “Acquerello” avorio 280 gr. (con alette da 8,9 cm)
Pagine interne in carta “Palatina” avorio 85 gr.
Brossura cucita a filo di refe.

PRESENTAZIONE DELLA COLLANA

La collana eredità massonica, curata dall’Associazione Culturale Pardes, è una raccolta di volumi in cui viene presentata a un pubblico di lettori qualificati una selezione di antichi documenti appartenenti al milieu massonico, partendo dagli antichi testi operativi per arrivare a quegli scritti di confine redatti sul crinale di separazione tra la messa in sonno della Confraternita esistente “da tempo immemore” all’interno delle gilde di costruttori e la nascita del moderno Ordine iniziatico sorto sulle sue ceneri agli inizi del Settecento.

Si può affermare che i primi documenti fossero a carattere normativo e che avessero visto la luce intorno alla metà del secolo xiii. A partire dal secolo xv avrebbero iniziato a proliferare le Costituzioni. Fu soltanto alla fine del secolo xvii che iniziarono a circolare i catechismi, tuttavia, seguiti di lì a poco da rituali e divulgazioni di vario genere nel corso del secolo xviii fino alla metà del secolo xix. Queste tappe si presentano come vere e proprie “pietre miliari”, che marcano il cammino iniziatico dell’Ordine massonico nel corso delle più recenti epoche storiche, segnando i momenti critici del suo percorso evolutivo. La localizzazione di tale processo di fissazione scritta dell’insegnamento massonico, in principio, pare svilupparsi essenzialmente in Gran Bretagna, seguita in breve tempo dalla Francia, mentre la modalità di trasmissione orale e operativa si perpetuava altrove, in particolare in aree come Italia, Spagna e Germania, paesi in cui le testimonianze simboliche di tale insegnamento vanno cercate maggiormente nell’immenso patrimonio architettonico che non nelle biblioteche.

Presentati in una pregiata versione bilingue, i testi della collana eredità massonica offrono al lettore erudito l’opportunità di spingersi oltre la pur accurata traduzione per consultare e confrontare direttamente lo scritto originale, attingendo in tal modo alla fonte pura e incontaminata. L’opera è il risultato di un accurato lavoro di squadra, condotto da qualificati studiosi del simbolismo dediti a raccogliere, selezionare, tradurre – e curare, corredandoli di note e introduzioni – quei documenti in cui è stata racchiusa la più pura dottrina latomistica, al fine di presentarla con una visione d’insieme al pubblico di lingua italiana. Il presente lavoro, che a buon diritto può fregiarsi della qualifica di “enciclopedico”, è dunque l’esito di lunghi anni d’impegno serio e costante, svolto con passione e competenza, il che lo rende una preziosa rarità nel panorama editoriale massonico internazionale.

DESCRIZIONE

L’antologia di testi divulgativi presentata in questo volume, come indica lo stesso nome, costituisce una documentazione mirata, almeno apparentemente, all’epoca della loro redazione, a far conoscere a un pubblico generico la ragion d’essere e il funzionamento di un’Istituzione, la Massoneria, fino ad allora avvolta da un fitto alone di mistero. Il lettore s’accorgerà, forse con una certa sorpresa, che si tratta di scritti piuttosto accessibili, elaborati sotto forma di relazione, ove talvolta può trovarsi riportato anche l’aneddoto e ai quali spesso non è alieno anche un certo sens de l’humour, a differenza di catechismi e rituali, più incentrati su considerazioni tecniche. Questa rappresenta una peculiarità delle opere francesi venute alla luce nel periodo considerato, che, oltre ad offrire informazioni alquanto preziose sul metodo di lavoro adottato dalle logge dell’epoca, per la sua vitalità costituisce anche una testimonianza interessante della mentalità che caratterizzava i membri appartenenti agli ateliers maçonniques.

I nove testi qui presentati detengono una particolare importanza sul piano documentale, poiché, con le altre pubblicazioni realizzate in Francia nel periodo compreso fra il 1730 e il 1760, contribuiscono a colmare una lacuna che si stava verificando nel resto d’Europa in quel medesimo lasso temporale.

Sommario:

Il velo sollevato: cenni introduttivi alle divulgazioni francesi – Costituzioni, Storie, Leggi, Doveri, Regolamenti e Usi della Venerabilissima Confraternita dei Massoni Accettati (1736) – Ammissione di un Massone (1737) – Apologia per l’Ordine dei Massoni (1742) – La Massona o Rivelazioni dei Misteri dei Massoni (1744) – Il Massone Perfetto o I veri Segreti della Massoneria (1744) – Il Segreto dei Massoni messo in evidenza (1744) – Il Sigillo Spezzato o la loggia, aperta ai Profani Da un Massone (1745) – La Scuola dei Massoni (1748) – Il Segreto dei Massoni, Interamente palesato a una giovin Dama di diciassette anni (1748).

Scheda

Divulgazioni francesi (1736-1748)
Edizione bilingue originale-italiano
Harmonia Mundi, Torino 2021, 468 pagine (grande formato e immagini)
Informazioni e acquisto diretto tramite Harmonia Mundi

Formato 22,5 cm x 15,3 cm
Copertina a quattro colori in cartoncino vergato “Acquerello” avorio 280 gr. (con alette da 8,9 cm)
Pagine interne in carta “Palatina” avorio 85 gr.
Brossura cucita a filo di refe.

PRESENTAZIONE DELLA COLLANA

La collana eredità massonica, curata dall’Associazione Culturale Pardes, è una raccolta di volumi in cui viene presentata a un pubblico di lettori qualificati una selezione di antichi documenti appartenenti al milieu massonico, partendo dagli antichi testi operativi per arrivare a quegli scritti di confine redatti sul crinale di separazione tra la messa in sonno della Confraternita esistente “da tempo immemore” all’interno delle gilde di costruttori e la nascita del moderno Ordine iniziatico sorto sulle sue ceneri agli inizi del Settecento.

Si può affermare che i primi documenti fossero a carattere normativo e che avessero visto la luce intorno alla metà del secolo xiii. A partire dal secolo xv avrebbero iniziato a proliferare le Costituzioni. Fu soltanto alla fine del secolo xvii che iniziarono a circolare i catechismi, tuttavia, seguiti di lì a poco da rituali e divulgazioni di vario genere nel corso del secolo xviii fino alla metà del secolo xix. Queste tappe si presentano come vere e proprie “pietre miliari”, che marcano il cammino iniziatico dell’Ordine massonico nel corso delle più recenti epoche storiche, segnando i momenti critici del suo percorso evolutivo. La localizzazione di tale processo di fissazione scritta dell’insegnamento massonico, in principio, pare svilupparsi essenzialmente in Gran Bretagna, seguita in breve tempo dalla Francia, mentre la modalità di trasmissione orale e operativa si perpetuava altrove, in particolare in aree come Italia, Spagna e Germania, paesi in cui le testimonianze simboliche di tale insegnamento vanno cercate maggiormente nell’immenso patrimonio architettonico che non nelle biblioteche.

Presentati in una pregiata versione bilingue, i testi della collana eredità massonica offrono al lettore erudito l’opportunità di spingersi oltre la pur accurata traduzione per consultare e confrontare direttamente lo scritto originale, attingendo in tal modo alla fonte pura e incontaminata. L’opera è il risultato di un accurato lavoro di squadra, condotto da qualificati studiosi del simbolismo dediti a raccogliere, selezionare, tradurre – e curare, corredandoli di note e introduzioni – quei documenti in cui è stata racchiusa la più pura dottrina latomistica, al fine di presentarla con una visione d’insieme al pubblico di lingua italiana. Il presente lavoro, che a buon diritto può fregiarsi della qualifica di “enciclopedico”, è dunque l’esito di lunghi anni d’impegno serio e costante, svolto con passione e competenza, il che lo rende una preziosa rarità nel panorama editoriale massonico internazionale.

Collezione 2020

Descrizione

Il presente volume costituisce una sorta di antologia, composta da una dozzina di rituali francesi compresi in un lasso temporale piuttosto esteso, che si snoda fra il 1740 e il 1825. I testi raccolti sono d’interesse storico indiscutibile per almeno tre ragioni: da un lato, formano parte essenziale dell’eredità simbolica dell’Ordine; dall’altro costituiscono una istantanea del rituale “speculativo” nel pieno della sua evoluzione storica, permettendo di cogliere quelle tensioni ideali che videro contrapporsi le grandi “Scuole” massoniche originatesi nel Settecento; infine, essendo espressione sostanzialmente del Rito Francese e del Rito Scozzese, tracciano una mappa virtuale della contrapposizione dialettica tra Moderns e Ancients sul continente europeo fra i secoli XVIII e XIX, nonché del percorso che condusse alla sistematizzazione dello “Scozzesismo” e, in particolare, di quello che sarebbe poi divenuto noto come Rito Scozzese Antico e Accettato, provando che le origini della ritualità scozzese nei tre gradi simbolici sono ben anteriori a quelle dei successivi sistemi di “alti gradi”.

Sommario:

La Massoneria francese e le vere origini dello “Scozzesismo” – Rituali di Berna (1740 ca.) – Rituale della Loggia Scozzese “La Fidélité” (1744 ca.) – Un Rituale di Compagno del secolo XVIII (1745 ca.) – Rituali del Marchese di Gages (1763) – Rituale “Le Brignon” (1765 ca.) – Rituale d’Apprendista delle Logge di Lione (1772) – Rituale della Madreloggia Scozzese all’Oriente d’Avignone (1774) – Rituali del Duca di Chartres (1784) – Il Regolatore del Massone (1801) – Rituale della Gran Loggia Generale Scozzese di Francia (1804 ca.) – Guida dei Massoni Scozzesi (1804 ca.) – Istruzioni dei sette Gradi del Rito Francese (1825 ca.).

Scheda

Rituali francesi (1740-1825)
Edizione bilingue originale-italiano
Harmonia Mundi, Torino 2020, 476 pagine (grande formato e immagini)
Informazioni e acquisto diretto tramite Harmonia Mundi

Formato 22,5 cm x 15,3 cm
Copertina a quattro colori in cartoncino vergato “Acquerello” avorio 280 gr. (con alette da 8,9 cm)
Pagine interne in carta “Palatina” avorio 85 gr.
Brossura cucita a filo di refe.

PRESENTAZIONE DELLA COLLANA

La collana eredità massonica, curata dall’Associazione Culturale Pardes, è una raccolta di volumi in cui viene presentata a un pubblico di lettori qualificati una selezione di antichi documenti appartenenti al milieu massonico, partendo dagli antichi testi operativi per arrivare a quegli scritti di confine redatti sul crinale di separazione tra la messa in sonno della Confraternita esistente “da tempo immemore” all’interno delle gilde di costruttori e la nascita del moderno Ordine iniziatico sorto sulle sue ceneri agli inizi del Settecento.

Si può affermare che i primi documenti fossero a carattere normativo e che avessero visto la luce intorno alla metà del secolo xiii. A partire dal secolo xv avrebbero iniziato a proliferare le Costituzioni. Fu soltanto alla fine del secolo xvii che iniziarono a circolare i catechismi, tuttavia, seguiti di lì a poco da rituali e divulgazioni di vario genere nel corso del secolo xviii fino alla metà del secolo xix. Queste tappe si presentano come vere e proprie “pietre miliari”, che marcano il cammino iniziatico dell’Ordine massonico nel corso delle più recenti epoche storiche, segnando i momenti critici del suo percorso evolutivo. La localizzazione di tale processo di fissazione scritta dell’insegnamento massonico, in principio, pare svilupparsi essenzialmente in Gran Bretagna, seguita in breve tempo dalla Francia, mentre la modalità di trasmissione orale e operativa si perpetuava altrove, in particolare in aree come Italia, Spagna e Germania, paesi in cui le testimonianze simboliche di tale insegnamento vanno cercate maggiormente nell’immenso patrimonio architettonico che non nelle biblioteche.

Presentati in una pregiata versione bilingue, i testi della collana eredità massonica offrono al lettore erudito l’opportunità di spingersi oltre la pur accurata traduzione per consultare e confrontare direttamente lo scritto originale, attingendo in tal modo alla fonte pura e incontaminata. L’opera è il risultato di un accurato lavoro di squadra, condotto da qualificati studiosi del simbolismo dediti a raccogliere, selezionare, tradurre – e curare, corredandoli di note e introduzioni – quei documenti in cui è stata racchiusa la più pura dottrina latomistica, al fine di presentarla con una visione d’insieme al pubblico di lingua italiana. Il presente lavoro, che a buon diritto può fregiarsi della qualifica di “enciclopedico”, è dunque l’esito di lunghi anni d’impegno serio e costante, svolto con passione e competenza, il che lo rende una preziosa rarità nel panorama editoriale massonico internazionale.

Descrizione

Ahiman Rezon è un volume di Costituzioni massoniche trascritte da Laurence Dermott per l’Antica Gran Loggia d’Inghilterra, costituita nel 1751 ma che già esisteva in forma di Grand Committee dal 1739. La sua prima edizione, con il sottotitolo “Un aiuto a un Fratello”, fu pubblicata a Londra nel 1756. Si è sovente affermato che il titolo Ahiman Rezon fosse un’espressione appartenente alla lingua ebraica. Il vero motivo per cui Dermott lo abbia utilizzato e cosa significasse realmente per lui, rimane tuttora un mistero. Secondo Albert G. Mackey, andrebbe scomposto nelle parole ahim (fratelli), manah (scegliere) e raizon (legge). Sono plausibili, tuttavia, anche altre interpretazioni.

La pubblicazione dell’Ahiman Rezon avvenne in un periodo di grande trambusto per l’Ordine massonico, preso d’assalto da varie correnti di pensiero che, in taluni casi, lo individuarono come il rifugio sicuro presso cui porsi “al coperto” o, in altri casi, come il mezzo atto a veicolare le proprie idee filosofico-politiche grazie alla vasta diffusione di cui godeva nel globo terracqueo e al legame fraterno che univa da sempre i suoi membri. Tra questi ultimi movimenti, vi fu anche quello che con un colpo di mano s’impossessò di alcune logge londinesi, attraverso le quali istituì la Premier Grand Lodge, ponendo in tal modo la prima pietra per la fondazione della Massoneria moderna. In risposta a un simile momento critico, gli antichi iniziati legati alle logge operative fecero quadrato, decidendo che era ormai maturo il tempo per la diffusione di alcuni testi che potessero fungere da strumenti, tanto di dottrina quanto di metodo, utili al perfezionamento della propria via iniziatica: s’inaugurò così l’epoca delle Exposures. Per conseguire tale obiettivo, tuttavia, occorreva dapprima operare una “rettificazione” degli errori più gravi introdotti dai Moderns e, a tal fine, si decise di rendere di pubblico dominio una rielaborazione delle Old Constitutions sotto l’enigmatico titolo di Ahiman Rezon.

Mai come nell’epoca odierna, in cui ancora la confusione regna sovrana nell’Istituzione massonica, si conferma l’attualità di questo meraviglioso testo.

Sommario:

Un aiuto per tutti coloro che sono (o vorrebbero essere) Massoni – Frontespizio – Dedica – Il redattore al lettore – I nomi dei sottoscrittori – Indice – Ahiman Rezon – Gli Antichi Doveri dei Massoni Liberi e Accettati – Un breve Dovere per un Massone neoammesso – L’antico modo di costituire una Loggia – Orazioni – I Regolamenti generali dei Massoni Liberi e Accettati – I Regolamenti per la Beneficenza – Una selezione di Canzoni massoniche – Prologhi ed Epiloghi – Il Tempio di Salomone (Oratorio).

Scheda

Ahiman Rezon (1756)
Edizione bilingue originale-italiano
Harmonia Mundi, Torino 2020, 312 pagine (grande formato e immagini)
Informazioni e acquisto diretto tramite Harmonia Mundi

Formato 22,5 cm x 15,3 cm
Copertina a quattro colori in cartoncino vergato “Acquerello” avorio 280 gr. (con alette da 8,9 cm) Pagine interne in carta “Palatina” avorio 85 gr.
Brossura cucita a filo di refe.

PRESENTAZIONE DELLA COLLANA

La collana eredità massonica, curata dall’Associazione Culturale Pardes, è una raccolta di volumi in cui viene presentata a un pubblico di lettori qualificati una selezione di antichi documenti appartenenti al milieu massonico, partendo dagli antichi testi operativi per arrivare a quegli scritti di confine redatti sul crinale di separazione tra la messa in sonno della Confraternita esistente “da tempo immemore” all’interno delle gilde di costruttori e la nascita del moderno Ordine iniziatico sorto sulle sue ceneri agli inizi del Settecento.

Si può affermare che i primi documenti fossero a carattere normativo e che avessero visto la luce intorno alla metà del secolo xiii. A partire dal secolo xv avrebbero iniziato a proliferare le Costituzioni. Fu soltanto alla fine del secolo xvii che iniziarono a circolare i catechismi, tuttavia, seguiti di lì a poco da rituali e divulgazioni di vario genere nel corso del secolo xviii fino alla metà del secolo xix. Queste tappe si presentano come vere e proprie “pietre miliari”, che marcano il cammino iniziatico dell’Ordine massonico nel corso delle più recenti epoche storiche, segnando i momenti critici del suo percorso evolutivo. La localizzazione di tale processo di fissazione scritta dell’insegnamento massonico, in principio, pare svilupparsi essenzialmente in Gran Bretagna, seguita in breve tempo dalla Francia, mentre la modalità di trasmissione orale e operativa si perpetuava altrove, in particolare in aree come Italia, Spagna e Germania, paesi in cui le testimonianze simboliche di tale insegnamento vanno cercate maggiormente nell’immenso patrimonio architettonico che non nelle biblioteche.

Presentati in una pregiata versione bilingue, i testi della collana eredità massonica offrono al lettore erudito l’opportunità di spingersi oltre la pur accurata traduzione per consultare e confrontare direttamente lo scritto originale, attingendo in tal modo alla fonte pura e incontaminata. L’opera è il risultato di un accurato lavoro di squadra, condotto da qualificati studiosi del simbolismo dediti a raccogliere, selezionare, tradurre – e curare, corredandoli di note e introduzioni – quei documenti in cui è stata racchiusa la più pura dottrina latomistica, al fine di presentarla con una visione d’insieme al pubblico di lingua italiana. Il presente lavoro, che a buon diritto può fregiarsi della qualifica di “enciclopedico”, è dunque l’esito di lunghi anni d’impegno serio e costante, svolto con passione e competenza, il che lo rende una preziosa rarità nel panorama editoriale massonico internazionale.

Collezione 2019

PRESENTAZIONE

Chi abbia avuto modo di approfondire certi dati tradizionali non può ignorare l’armonia che ricollega i simboli delle tradizioni più diverse e, sovente, prive di contatti diretti tra loro; e anche una comprensione puramente teorica, purché adeguata e non meramente esteriore, è sufficiente per discernere quell’unità fondamentale che si dissimula sotto le varie forme di espressione.

Le considerazioni presentate in questa raccolta possono forse aiutare coloro che aspirano a un ritrovamento della spiritualità integrale a uscire da una prospettiva troppo astratta o immaginaria e portare da una posizione «tradizionalistica» a una effettivamente «tradizionale», suggerendo anzitutto un’attitudine che miri all’essenziale, senza preconcetti o attaccamenti eccessivi a forme predeterminate e senza preclusioni di fronte a quelle modalità che la fonte tradizionale unica e universale può rivestire e offrire a seconda dei tempi, dei casi personali e delle circostanze.

Sommario:

Platone e gli «Antichi» – Gli intermediari dell’influenza spirituale nel mondo classico – Cristianesimo e mondo occidentale – Il posto della teologia – La teologia e il «taglio delle radici» – Alle soglie dei tempi della «fantateologia» – Realizzazione spirituale e pratica della religione cattolica – Una presa di posizione ufficiale.

Gli articoli di Giovanni Ponte che compongono la presente Monografia sono originariamente apparsi, tra il 1962 e il 1984, sulla «Rivista di Studi Tradizionali» di Torino.

Scheda

Giovanni Ponte
La situazione spirituale dell’Occidente

Harmonia Mundi, Torino 2019, 160 pagine
ISBN 978-88-99734-12-1
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons “Dalì” perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta “Palatina” avorio 120 gr.
Brossura cucita a filo di refe.

RISVOLTO

Conformemente al simbolismo tradizionale, se s’intendono la «Terra Santa» e il «Centro del Mondo» in senso spirituale, l’élite intellettuale ne è la custode e adempie alla funzione di mantenere il legame tra questi e l’insieme dell’umanità. Dire che la via che conduce al «Centro del Mondo» fu mantenuta aperta per gli Occidentali fino a una certa epoca, significa quindi affermare che fino a quell’epoca vi furono, in seno all’Occidente, dei membri dell’élite intellettuale.

Dopo il secolo XVII e la scomparsa dei Rosa-Croce, in Occidente rimasero accessibili le forme tradizionali rappresentate dalla religione cattolica per quel che riguarda l’ambito exoterico e dall’iniziazione artigianale muratória per quel che riguarda l’ambito esoterico.

Si sarebbe potuto pensare che i rappresentanti della religione cattolica rendessero possibile o permettessero che il loro patrimonio tradizionale servisse di base per un’opera di rivivificazione spirituale, avente il suo necessario principio nell’esoterismo e nel dominio iniziatico. Ciò presupponeva anzitutto un’apertura intellettuale, almeno teorica, verso princìpi tradizionali di ordine universale sopra-ordinati rispetto alla specifica forma religiosa (della quale rappresentano la ragion d’essere più profonda); in secondo luogo, presupponeva inoltre un mutamento profondo di atteggiamento nella direzione da cui avrebbe potuto provenire un aiuto spirituale e cioè nella direzione di quella élite intellettuale da ritrovare, perenne e quindi ben vivente altrove, ancorché sempre meno appariscente a motivo delle condizioni della nostra epoca. Questi due presupposti sono del resto strettamente connessi e il secondo avrebbe rappresentato anche un segno che il primo era stato effettivamente adempiuto.

A rendere irreparabile la situazione, nel secolo XVIII avvenne la scomunica degli aderenti all’iniziazione muratória da parte della Chiesa cattolica, che non faceva alcuna distinzione tra direttive legittimamente condannabili, introdotte da massoni animati da una mentalità fortemente antitradizionale, e il patrimonio spirituale autentico dell’esoterismo massonico. Lo squilibrio ulteriore che ne derivò ha turbato gravemente le possibilità di successo dei tentativi di ristabilire i legami coscienti tra l’iniziazione muratória e i «Superiori Incogniti» dell’élite intellettuale; ma non meno ha nociuto alla Chiesa cattolica, troncando per essa e i suoi membri una possibilità rimasta, nonostante tutto, di riaprire una via verso l’interiore ed essenziale «Terra Santa» in cui è la luce del Verbo divino che le tenebre non hanno conosciuto.

PRESENTAZIONE

Nonostante gli epocali rivolgimenti che hanno avuto corso in parte consistente del mondo arabo negli ultimi decenni, con ripercussioni anche negli ambienti delle confraternite dell’esoterismo islamico, una forte aspirazione ancora consente di trovarvi selettivamente quegli strumenti operativi che ne contraddistinguono la portata iniziatica.

L’insegnamento dello Shaykh Tâdilî ce ne rende tutt’ora viva testimonianza, da quando, a partire dalla prima metà del secolo XX, l’accostarsi all’idea stessa d’iniziazione al fine di ricostituire un’autentica élite intellettuale in Occidente, attraverso la mediazione di elementi sinceramente acquisiti alla metafisica orientale, è stata la soluzione praticata da iniziati di grande levatura intellettuale.

Per chi non sia ancora immerso nell’illusione della modernità, è acclarato che la funzione e l’opera di questi ultimi, certamente in ambiti di eccezionale riservatezza, non ha mancato di fruttificare.

L’AUTORE

Generosità e altruismo, rettitudine nella condotta, purezza dell’intenzione e una grande umiltà spiccano tra i caratteri della nobile natura di Muḥammad Tâdilî. La sua relazione con vari shuyûkh contemporanei superò il mondo fisico e si sviluppò con forza anche in quello spirituale. Dopo aver ricevuto l’autorizzazione alla funzione di shaykh nel taṣawwuf direttamente dal Profeta e l’investitura da Mawlây ‘Abd al-Qâdir Jîlânî, dallo Shaykh Abû Ḥasan Shâdhilî, dallo Shaykh Sîdî Aḥmed Tijânî e altri, la sua casa divenne una zâwiya frequentata da numerosi discepoli provenienti da tutte le parti del mondo arabo e dall’Europa, dove si praticavano il sa-mâ’, il dhikr e l’insegnamento della dottrina in particolare attraverso gli scritti di Ibn ‘Arabî. Anche se Sîdî Muḥammad Tâdilî era shaykh della ṭarîqah Darqâwiyya, egli aveva un’apertura verso tutte le ṭuruq; chiamava alla riunione e non alla separazione tra i murîdîn per rafforzare l’amore nella fede.

Sommario:

Nota editoriale – Presentazione – La vita tradizionale è la sincerità.

Questa edizione de La vita tradizionale è la sincerità presenta al pubblico italiano il trattato Ad-dînun-naṣîḥah per la prima volta in traduzione integrale, direttamente condotta a partire dal manoscritto originale in lingua araba dalla sig.ra Bassiṭa Tâdilî, nipote dello Shaykh.

Scheda

Shaykh Muḥammad Tâdilî
La vita tradizionale è la sincerità
Traduzione di Bassiṭa Tâdilî

Harmonia Mundi, Torino 2019, 88 pagine
ISBN 978-88-99734-11-4
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons “Dalì” perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta “Palatina” avorio 120 gr.
Brossura cucita a filo di refe.

RISVOLTO

È stato riferito che il Profeta – Allâh lo benedica e gli dia la pace! – ha detto: «Le azioni più care ad Allâh sono le testimonianze d’amore per la gente e il fare il bene a tutti, pii e licenziosi». Si tratta di una caratteristica generale, bella in ogni essere, e tra i sufi d’eminente bellezza e valore. Da lì proviene l’unione della loro fraternità. Essi dicono in una massima: «Tra i sufi, le relazioni tra due fratelli non sono perfette finché uno non dica all’altro: O me stesso!».

Tra i caratteri del sufi troviamo che la magnanimità è la risposta alla tua provocazione e se gli fai torto egli ti tratta bene, seguendo il ḥadîth: «Fai del bene a colui che ti ha fatto del male». Tra questi caratteri, egli perdona colui che l’ha oppresso, va a trovare chi l’ha abbandonato e dà a chi non è stato generoso con lui.

In una parola, la Via dei sufi è una Via d’Unione; i loro respiri e i loro costumi sono l’amicizia nell’Unione. Giacché l’Unione è il principio dell’esistenza e il principio di ciò che si differenzia in tutti i mondi. I sufi la ricercano, giacché essa genera l’insieme dei gradi della Via, le sue manifestazioni e i suoi stati transitori.

Sayydinâ ‘Alî – Allâh sia soddisfatto di lui! – ha detto: «Se mi chiedessero di vedere altro che Lui, non potrei».

Chi è pervenuto a tale visione s’è estinto (fanâ’) in Allâh ed è giunto a vedere in tutte le cose solo Allâh, vale a dire vede in ogni cosa le Sue manifestazioni e i Suoi segni. Sayydinâ Muḥammad – su di lui le benedizioni d’Allâh e la pace! – citava a tal proposito questa frase: «V’è in ogni cosa un segno che mostra ch’Egli è l’Unico».

Giacché le creature sono i grandi veli che ci separano dal Creatore, e l’accesso presso Allâh passa attraverso di loro.

Descrizione

Si definiscono Old Charges, Antichi Doveri, oppure Constitutions of Masonry o anche – per l’antichità dei primi documenti noti – Gothik Constitutions, circa cento documenti, quasi tutti manoscritti su pergamena o carta, ma anche su libri-verbali di logge operative, destinati al loro uso interno e contenenti essenzialmente la storia leggendaria dell’Arte e i Doveri veri e propri.

Il presente volume offre una significativa selezione del tradizionale patrimonio della Massoneria operativa inglese secentesca e settecentesca. Un repertorio straordinario, assolutamente originale e unico, nel suo genere, non solo nel panorama delle altre Muratorie europee, ma in quello di qualsiasi altra Arte o Mestiere o Professione del vecchio Continente.

I documenti presentati sono ventitré, sul centinaio oggi noto, tutti o quasi assai simili tra loro, anche se non ne esistono due identici. L’arco temporale coperto dalla presente raccolta va dal 1600 ca. al 1810, ma la presenza del manoscritto W. Watson (1687) sposta l’inizio dell’arco suddetto almeno fino al 1471. Se si considera che il più antico documento oggi noto risale al 1390, ne risulta un panorama assai significativo.

Gli argomenti trattati in quest’opera sono complessi e riguardano diverse discipline, dalla storia vera e propria alla storia del costume, passando per la storia delle gilde medievali inglesi. Un meticoloso e appassionato lavoro di ricerca ha permesso di arricchire il testo con citazioni puntuali, che non lasciano nulla di non documentato, se non le considerazioni del curatore; queste ultime risentono dell’impostazione ideologica delle cosiddette “scuole storiche”, inglese e francese, le cui conclusioni sono state ampiamente rimesse in discussione da vari autorevoli ricercatori a livello internazionale.

Sommario:

Introduzione agli Yorkshire Old Charges – Manoscritto York n. 1 (1600 ca.) – Manoscritto Hope (1650-1670) – Manoscritto Buchanan (1660-1680) – Manoscritto York n. 5 (1670-1700) – Manoscritto Scarborough (1670 ca.) – Manoscritto Stanley (1677) – Manoscritto Bain (1670-1680) – Manoscritto Thos. W. Embleton (1680) – Manoscritto William Watson (1687) – Manoscritto Beaumont (1690 ca.) –Manoscritto Taylor (1690 ca.) – Manoscritto Waistell (1693) – Manoscritto York n. 4 (1693) – Manoscritto Clapham (1700-1730) – Manoscritto Boyden (1700 ca.) – Manoscritto York n. 2 (1704) – Manoscritto Probity (1720 ca.) – Manoscritto Macnab (1722) – Manoscritto Hughan (1730-1740) – Manoscritto York n. 6 (1a metà sec. XVIII) – Manoscritto Tew (1740 ca.) – Manoscritto Levander-York (1740) – Manoscritto Krause (1810).

Scheda

Yorkshire Old Charges (1600-1810)
Edizione bilingue originale-italiano

Harmonia Mundi, Torino 2019, 494 pagine (grande formato e immagini)
Informazioni e acquisto diretto tramite Harmonia Mundi

Formato 22,5 cm x 15,3 cm
Copertina a quattro colori in cartoncino vergato “Acquerello” avorio 280 gr. (con alette da 8,9 cm) Pagine interne in carta “Palatina” avorio 85 gr.
Brossura cucita a filo di refe.

PRESENTAZIONE DELLA COLLANA

La collana Eredità Massonica, curata dall’Associazione Culturale Pardes, è una raccolta di volumi in cui viene presentata a un pubblico di lettori qualificati una selezione di antichi documenti appartenenti al milieu massonico, partendo dagli antichi testi operativi per arrivare a quegli scritti di confine redatti sul crinale di separazione tra la messa in sonno della Confraternita esistente “da tempo immemore” all’interno delle gilde di costruttori e la nascita del moderno Ordine iniziatico sorto sulle sue ceneri agli inizi del Settecento.

Si può affermare che i primi documenti fossero a carattere normativo e che avessero visto la luce intorno alla metà del secolo XIII. A partire dal secolo xv avrebbero iniziato a proliferare le Costituzioni. Fu soltanto alla fine del secolo XVII che iniziarono a circolare i catechismi, tuttavia, seguiti di lì a poco da rituali e divulgazioni di vario genere nel corso del secolo XIII fino alla metà del secolo XIX. Queste tappe si presentano come vere e proprie “pietre miliari”, che marcano il cammino iniziatico dell’Ordine massonico nel corso delle più recenti epoche storiche, segnando i momenti critici del suo percorso evolutivo. La localizzazione di tale processo di fissazione scritta dell’insegnamento massonico, in principio, pare svilupparsi essenzialmente in Gran Bretagna, seguita in breve tempo dalla Francia, mentre la modalità di trasmissione orale e operativa si perpetuava altrove, in particolare in aree come Italia, Spagna e Germania, paesi in cui le testimonianze simboliche di tale insegnamento vanno cercate maggiormente nell’immenso patrimonio architettonico che non nelle biblioteche.

Presentati in una pregiata versione bilingue, i testi della collana Eredità Massonica offrono al lettore erudito l’opportunità di spingersi oltre la pur accurata traduzione per consultare e confrontare direttamente lo scritto originale, attingendo in tal modo alla fonte pura e incontaminata. L’opera è il risultato di un accurato lavoro di squadra, condotto da qualificati studiosi del simbolismo dediti a raccogliere, selezionare, tradurre – e curare, corredandoli di note e introduzioni – quei documenti in cui è stata racchiusa la più pura dottrina latomistica, al fine di presentarla con una visione d’insieme al pubblico di lingua italiana. Il presente lavoro, che a buon diritto può fregiarsi della qualifica di “enciclopedico”, è dunque l’esito di lunghi anni d’impegno serio e costante, svolto con passione e competenza, il che lo rende una preziosa rarità nel panorama editoriale massonico internazionale.

Collezione 2018

Descrizione

Nonostante la questione delle origini della Libera Muratoria a molti paia oramai archiviata, pur se una considerevole mole di problemi ed enigmi permangono ancora insoluti facendo riferimento alla teoria dominante, uno studio approfondito della Maestria massonica mostra chiaramente che l’ipotesi di una invenzione tardiva del 3° grado, nonché della sua leggenda, non è affatto ammissibile. Estraniandosi dal dibattito passionale e ideologico, infatti, è inevitabile constatare che tale supposizione non regge a un’analisi critica rigorosa. Proprio a tal fine, ci è parso indispensabile avanzare un riesame completo delle nozioni specifiche concernenti questo grado, alla luce della documentazione attualmente disponibile e delle indagini più recenti.

Inizieremo il nostro studio con una breve presentazione delle origini del 3° grado, al modo in cui sono riportate dalla scuola storica francese nella teoria di sintesi. Quindi, nell’ambito di un approccio epistemologico, formuleremo una critica dei suoi fondamenti ed evidenzieremo i limiti del metodo impiegato per giungere alle sue conclusioni. Esporremo poi alcune conoscenze storiche indispensabili a un’adeguata comprensione dell’argomento e proporremo nuove linee di ricerca. Riprenderemo in seguito lo studio del 3o grado, appurando come gli elementi contestuali che avremo precedentemente esposto consentano di comprenderne meglio le origini.

Tenendo conto di tutto l’ambiente geo-politico-religioso dell’epoca e, soprattutto, dei secoli precedenti, integrando i princìpi di funzionamento di una società tradizionale com’era quella del Medioevo, studiando l’Arte della costruzione nel suo sviluppo temporale e prendendo parimenti in considerazione il contenuto dei rituali inglesi, scopriremo una storia molto diversa da quella che ci è stata raccontata finora.

Sommario:

Premessa all’edizione italiana – Prefazione di Louis Trebuchet – Introduzione – Il 3° grado e la teoria dominante – Contesto globale – Riesame delle conoscenze – Gli insegnamenti del 3° grado – Il Santo Nome – Epilogo – Bibliografia.

Articoli, recensioni e studi critici a firma di David Taillades sono apparsi, tra le altre, sulle riviste «La Règle d’Abraham», «Masonica» e «La Lettera G».

HiRaM: Le Mystère de la Maîtrise et les origines de la franc-maçonnerie (2017) è stato originariamente pubblicato nella collana Biblioteque de la Franc-Maçonnerie delle Éditions Dervy, accanto agli altri volumi dello stesso autore: De la franc-maçonnerie opérative au rite Émulation (2013) e Franc-maçonnerie: l’histoire retrouvée (2019).

Scheda

David Taillades
HiRaM. Il Mistero della Maestria e le origini della Libera Muratoria
Prefazione di Louis Trebuchet
Traduzione di Fabrizio Alfieri

Harmonia Mundi, Torino 2018, 256 pagine (grande formato e immagini)
ISBN 978-88-99734-09-1
€ 20,00

Formato 22,5 cm x 15,3 cm
Copertina a quattro colori in cartoncino vergato Cordenons “Dalì” perla 280 gr. (con alette da 8,9 cm) Pagine interne in carta “Palatina” avorio 100 gr.
Brossura cucita a filo di refe.

RISVOLTO

Questo libro di David Taillades è indispensabile per tre buoni motivi. Anzitutto, certo, perché il 3° grado, quello di Maestro, è un’articolazione essenziale in seno alla Libera Muratoria simbolica e speculativa; meglio ancora, il suo stesso cuore. Poi, perché l’intenzione dell’autore risponde alla necessità, viepiù evidente agli occhi di molti studiosi contemporanei, di riconsiderare la narrazione convenzionale della storia massonica, oramai palesemente sconfessata dai numerosi manoscritti ritrovati. Infine, perché tale disamina viene condotta a tuttotondo, ovverosia correlata – per la prima volta in quest’ambito – all’insieme delle discipline storiche e sociologiche, al fine di ricollocarne l’oggetto nel più ampio contesto politico, religioso, scientifico e culturale. Le sue conclusioni assumono estrema rilevanza per una profonda comprensione dell’argomento, dunque, ben oltre la pur solida revisione storiografica.

L’originalità di quest’opera e la sua ampia visione del contesto politico, religioso e culturale dell’epoca permettono di spiegare meglio le incertezze nell’evoluzione della leggenda del 3° grado, si tratti di Noè o Hiram, nonché l’approvazione o meno di tale leggenda sui versanti massonici contrapposti all’inizio del secolo XVIII, quello cattolico giacobita e quello protestante hannoveriano. L’autore stabilisce, a buon titolo, che «la parte del Maestro» non riguardava la preparazione a dirigere una loggia, ma la consacrazione dell’accesso a una posizione superiore, uno status nel significato dell’epoca, come – per esempio – nel tiers état francese. Nel lignaggio della società medievale, questa consacrazione si effettuava attraverso la partecipazione a un «Mistero», espressione vivente di un mito fondatore, apparentabile al culto dei santi della religione cattolica.

Opponendo a quest’ultimo la ricusa di «false meraviglie» da parte dei calvinisti, l’analisi dell’autore getta una luce completamente diversa sul rifiuto o, viceversa, sull’avallo della leggenda di Hiram, aprendo ampie prospettive sulla storia dell’apparizione del 3° grado nel quadro storico di una Massoneria sconvolta dal conflitto politico-religioso intorno alla dinastia degli Stuart. Il titolo dato a quest’opera, HiRaM, è quindi perfettamente giustificato.

Il rigore apportato da David Taillades al suo studio, l’altezza della prospettiva e la profonda comprensione a cui dà accesso permetteranno a tutti i Maestri Muratori di squarciare il velo di una rappresentazione a volte sommaria e convenzionale del loro grado, traendone infine una visione interiore della sua storia e del suo immenso significato.

Dovrebbe trovare posto in tutte le biblioteche massoniche; in ogni caso, sarà nella mia.

(Dalla Prefazione di Louis Trebuchet)

Descrizione

Il presente volume offre al lettore una raccolta altamente rappresentativa dei cosiddetti “catechismi massonici”. Sotto tale definizione generica rientrano alcuni testi (manoscritti o a stampa) risalenti a un periodo compreso tra la fine del secolo XVII e la metà del secolo XVIII, concernenti in origine essenzialmente il modo di dare la “Parola del Massone”, nonché le domande e risposte utilizzate per mettere alla prova coloro i quali asserivano di possederla.

Pensati come “promemoria” per i lavori di Loggia, redatti spesso in modo sbrigativo, questi catechismi tradiscono in tal modo la propria origine eminentemente orale, il termine stesso “catechismo” procedendo dal verbo greco κατηχέω, il cui significato etimologico era “[istruisco] con la voce”.

Lo studio attento e ponderato di tali scritti si rivela strumento indispensabile alfine di ricostruire l’evoluzione dei primi rituali massonici e comprendere pienamente il loro aspetto simbolico ed esoterico.

Sommario:

Cenni introduttivi alla catechesi latomistica – Il manoscritto degli Archivi di Edimburgo (1696) – Il manoscritto Chetwode Crawley (1700 ca.) – Il manoscritto Sloane n. 3329 (1700 ca.) – Il manoscritto Dumfries n. 4 (1710 ca.) – Il manoscritto Trinity College, Dublino (1711) – Il manoscritto Kevan (1714-1720 ca.) – Esame di un Massone (1723) – Il Gran Mistero dei Massoni svelato (1724) – Tutta l’Istituzione della Massoneria (1724) – Istituzione dei Massoni (1725 ca.) – Tutte le Istituzioni dei Massoni rivelate (1725) – Il manoscritto Graham (1726) – Il Gran Mistero scoperto (1726) – La confessione di un Massone (1727 ca.) – Il manoscritto Wilkinson (1727 ca.) – La Massoneria dissezionata (1730) – Il Mistero della Massoneria (1730) – Dialogo tra Simone e Filippo (1740 ca.) – Il manoscritto Essex (1750 ca.) – Una lettera dalla Gran Maestra (1724) – La Sorellanza delle Libere Cucitrici (1724) – La discolpa dei Massoni (1725) – Una difesa della Massoneria (1730-1731) – Scoperto il Massone spergiuro (1730).

Scheda

Catechismi massonici (1696-1750)
Edizione bilingue originale-italiano
Harmonia Mundi, Torino 2018, 316 pagine (grande formato e immagini)
Informazioni e acquisto diretto tramite Harmonia Mundi

Formato 22,5 cm x 15,3 cm
Copertina a quattro colori in cartoncino vergato “Acquerello” avorio 280 gr. (con alette da 8,9 cm)
Pagine interne in carta “Palatina” avorio 85 gr.
Brossura cucita a filo di refe.

PRESENTAZIONE DELLA COLLANA

La collana Eredità Massonica, curata dall’Associazione Culturale Pardes, è una raccolta di volumi in cui viene presentata a un pubblico di lettori qualificati una selezione di antichi documenti appartenenti al milieu massonico, partendo dagli antichi testi operativi per arrivare a quegli scritti di confine redatti sul crinale di separazione tra la messa in sonno della Confraternita esistente “da tempo immemore” all’interno delle gilde di costruttori e la nascita del moderno Ordine iniziatico sorto sulle sue ceneri agli inizi del Settecento.

Si può affermare che i primi documenti fossero a carattere normativo e che avessero visto la luce intorno alla metà del secolo XIII. A partire dal secolo xv avrebbero iniziato a proliferare le Costituzioni. Fu soltanto alla fine del secolo XVII che iniziarono a circolare i catechismi, tuttavia, seguiti di lì a poco da rituali e divulgazioni di vario genere nel corso del secolo XIII fino alla metà del secolo XIX. Queste tappe si presentano come vere e proprie “pietre miliari”, che marcano il cammino iniziatico dell’Ordine massonico nel corso delle più recenti epoche storiche, segnando i momenti critici del suo percorso evolutivo. La localizzazione di tale processo di fissazione scritta dell’insegnamento massonico, in principio, pare svilupparsi essenzialmente in Gran Bretagna, seguita in breve tempo dalla Francia, mentre la modalità di trasmissione orale e operativa si perpetuava altrove, in particolare in aree come Italia, Spagna e Germania, paesi in cui le testimonianze simboliche di tale insegnamento vanno cercate maggiormente nell’immenso patrimonio architettonico che non nelle biblioteche.

Presentati in una pregiata versione bilingue, i testi della collana Eredità Massonica offrono al lettore erudito l’opportunità di spingersi oltre la pur accurata traduzione per consultare e confrontare direttamente lo scritto originale, attingendo in tal modo alla fonte pura e incontaminata. L’opera è il risultato di un accurato lavoro di squadra, condotto da qualificati studiosi del simbolismo dediti a raccogliere, selezionare, tradurre – e curare, corredandoli di note e introduzioni – quei documenti in cui è stata racchiusa la più pura dottrina latomistica, al fine di presentarla con una visione d’insieme al pubblico di lingua italiana. Il presente lavoro, che a buon diritto può fregiarsi della qualifica di “enciclopedico”, è dunque l’esito di lunghi anni d’impegno serio e costante, svolto con passione e competenza, il che lo rende una preziosa rarità nel panorama editoriale massonico internazionale.

Collezione 2017

Descrizione

Un tempo, il mestiere aderiva alla natura umana e poteva divenire un’arte, ovverosia un’attività conforme a una certa perfezione. Tale conformità dava al lavoro un prolungamento sovrannaturale, lo assimilava alla contemplazione e alla preghiera, dava all’artigiano la coscienza d’impegnarsi, radicarsi nella sua vocazione e diventare a sua volta un creatore; così, questi collaborava umanamente all’opera divina quanto più accettava tale ruolo, fino a vagheggiare di continuarla e perfezionarla. Nella provvidenziale diversità di vie e vocazioni, evidentemente numerose quanto i mestieri stessi, l’artigiano doveva accettare coscientemente ciò che prima avvertiva solo come una chiamata inconsapevole della sua natura, affinché l’opera prodotta potesse raggiungere tutta la perfezione possibile nel suo ordine; era lo stato di capolavoro, nel senso tradizionale del termine.

Sommario:

Introduzione – La leggenda delle origini – La storia prima della Riforma – La storia dopo la Riforma – La mano e lo spirito – Riti e iniziazione – Il Tour de France – Dal mestiere all’automazione – Appendice

Luc Benoist, Conservateur honoraire des Musées de France e storico dell’arte, è stato prolifico autore in materia di simbolismo ed ermeneutica. Già collaboratore della rivista «Ètudes Traditionnelles», i suoi principali lavori sulle arti figurative sono apparsi con Gallimard, Presses universitaires de France, Éditions de Cluny.

Le Compagnonnage et les métiers è stato originariamente pubblicato nella collana QSJ da Presses universitaires de France.

Scheda

Luc Benoist
Compagnonaggio. La tradizione operativa dei mestieri in Francia
Traduzione di Maurizio Comacini e rielaborazione di Fabrizio Alfieri

Harmonia Mundi, Torino 2017, 204 pagine
ISBN 978-88-99734-07-7
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda" avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

Risvolto

La prima difficoltà in cui s’imbatte lo storico del Compagnonaggio concerne una questione terminologica. Nel Medioevo, le associazioni che riunivano operai o padroni erano denominate indifferentemente fratellanze, carità, confraternite, comunità, arti, mestieri, collegi, giurande, hanse e gilde. Benché tale confusione dipenda verosimilmente dal fatto che alcune società avevano interesse a restare segrete, è necessario stabilirvi qualche distinzione. I nomi di carità e fratellanza, di per sé chiari, non oltrepassarono l’epoca medievale. Le hanse e le gilde comparvero esclusivamente nel nord dell’Europa. Le giurande non datarono che dal secolo XVI. Di conseguenza, nella Francia capetingia del secolo XIII i nomi utilizzati erano quelli di comunità, arti o mestieri. Queste organizzazioni corporative fecero la loro apparizione con i comuni urbani e subentrarono alle botteghe demaniali dei castelli e delle abbazie, vantando una grande antichità allorché si pensi che i merciai, quali «grossisti» del Medioevo, pretendevano di aver ottenuto il loro privilegio da Carlo Magno, mentre gli orefici lo attribuivano a Carlo il Calvo. Il termine corporazioni apparve paradossalmente solo nel 1776, nell’editto di Turgot, che le soppresse senza peraltro essere mai applicato.

L’espressione Compagnonnage è del secolo XIX. L’appellativo che i compagnons davano e ancor oggi danno alla loro associazione è «Dovere», intendendovi l’insieme delle regole che disciplinano ciascun rito, la storia leggendaria del suo fondatore, la sequenza dei simboli che ne costituiscono l’iniziazione, le consuetudini che lo hanno gradatamente arricchito sul fondo primitivo. A un tempo, esso è storia, rituale e regola d’azione.

Il Medioevo concepiva le distinzioni sociali sul modello trinitario. Così, la società era formata da borghesi, nobili e chierici. Come triade si articolavano anche i gradi della cavalleria, nei ruoli di paggio, scudiero e cavaliere. Nell’Ordine corporativo e massonico, i tre gradi erano (e sono tuttora) quelli di apprendista, compagno e maestro. Benché il Compagnonaggio sia una comunità strettamente egualitaria, è riconoscibile una tripartizione simile nei gradi di aspirante, compagno e compagno-finito. Al contempo, i patroni dei tre riti compagnonici – maître Jacques, re Salomone e père Soubise – impersonano le tre classi (libere) di ogni società tradizionale: artigianale, regale e sacerdotale.

Descrizione

La ricerca sulla presunta affiliazione di Carlo Edoardo Stuart alla Libera Muratoria giacobita o scozzese è stata a lungo ostacolata dall’assunto, sviante, che la Massoneria britannica abbia avuto inizio con la Grand Lodge del 1717, connotandosi come movimento apolitico e razionalista. Il recente sviluppo degli studi storici, invece, restituisce l’insieme delle attività del Bonnie Prince Charlie a un contesto diplomaticamente diversificato e orientato spiritualmente, fedele alle tradizioni ancients, scozzesi e irlandesi. Con partecipazione e perizia, Schuchard ricostruisce disegni e speranze della causa stuardista, finanche in terra d’Italia e nella loggia della Roma papale, all’atto dell’iniqua scomunica promulgata nei confronti di tutti i liberi muratori da parte della Chiesa cattolica..

Marsha Keith Schuchard, Philosophiæ Doctor presso The University of Texas at Austin, è autrice di oltre sessanta articoli accademici e quattro monumentali volumi sull’influenza politica, letteraria e artistica delle organizzazioni iniziatiche occidentali nei secoli XVIII e XIX. I suoi lavori sono apparsi in Nord America ed Europa con Random House e Brill Publishers.

Sommario:

Introduzione– Swift, Lullo e l’arte massonica della memoria – Libera Muratoria stuardista e architettura salomonica – Rivalità tra giacobiti e hannoveriani – Mar, Ramsay e la restaurazione della Libera Muratoria stuardista – Il Bonnie Prince Charlie emerge sulla scena massonica – Il Royal Order of Heredom and Kilwinning – L’antica cavalleria del Tempio di Gerusalemme – I destini dei Gran Maestri giacobiti – Il Gran Maestro incognito e la rete scozzese – Lealisti del vecchio mondo e rivoluzionari del nuovo mondo – Ripristinando il Tempio nel Nord – Conclusioni.

Scheda

Marsha Keith Schuchard
Politica ed esoterismo massonici. Le «antiche» radici stuardiste nel ruolo del Bonnie Prince Charlie quale Gran Maestro incognito.
Traduzione di Fabrizio Alfieri

Harmonia Mundi, Torino 2017, 160 pagine
ISBN 978-88-99734-06-0
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda" avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

Risvolto

La mia incursione nella storia massonica avvenne piuttosto inaspettatamente, quando, laureata e specializzanda in Letteratura britannica moderna, sollevai due questioni pericolose per il pendio scivoloso del lavoro d’investigazione spalancatosi innanzi a me: la prima, suggerita dal poeta irlandese William Butler Yates, secondo cui William Blake, il visionario artista del secolo XVIII, fu introdotto alla Cabala da un ebreo rosicruciano, il Dr. Falk; la seconda, dovuta allo scrittore irlandese James Joyce, il quale, nel grande romanzo Ulysses, ritrasse il suo uomo qualunque, Leopold Bloom, come un massone ebreo in una Dublino cattolica. Quando chiesi il perché di tali precisazioni, abbondantemente dileggiate nel mondo accademico come credulità irlandesi o arbìtri della fantasia, iniziai la mia discesa sul piano inclinato della ricerca storica intorno alla Cabala antica, al Rosicrucianesimo e alla Massoneria. E l’impeto si rivelò tale da trascinarmi nelle biblioteche e negli archivi delle Isole britanniche, di Francia, Olanda, Finlandia e, soprattutto, di Svezia. Nel tragitto, compresi che gli sviluppi massonici del secolo XVIII dovevano essere studiati in un contesto internazionale, onde evitare di restituire una visione riduzionista e non particolarmente acuta dei fatti.

Quando inaugurai la mia ricerca, nel 1974, quasi tutti i libri di storia sostenevano che la Libera Muratoria avesse formalmente preso avvio nel 1717, allorché quattro logge londinesi si costituirono come Grand Lodge, e che il suo proposito fosse quello di promuovere la scienza newtoniana, il razionalismo illuminista, la tolleranza religiosa e una forma di socializzazione apolitica. Ciò corrispondeva al vero per una cospicua corrente della storia massonica inglese, ma non prendeva in considerazione l’interesse spirituale ed esoterico che molti liberi muratori in Scozia, Irlanda, Europa continentale, Scandinavia, Russia e nella stessa Inghilterra continuavano a coltivare. Inoltre, gli artisti, i poeti e i romanzieri che maggiormente destavano il mio interesse avevano trattato questi temi arcani (in particolare, la Cabala ebraica e l’Ermetismo rosicruciano), rigettando le tendenze secolariste e razionalistiche proprie al governo hannoveriano, Whig e protestante della Gran Bretagna.

Masonic esotericism and politics: the «ancient» Stuart roots of Bonnie Prince Charlie’s role as hidden Grand Master, versione ampliata di una conferenza tenuta presso la «St. John’s Lodge» n° 1 di New York, è pubblicato in lingua originale inglese come hors-série della rivista francese «La Règle d’Abraham».

Descrizione

L’attività dello sciamano come sacerdote o sacrificatore, incantatore degli spiriti e profeta, si esprime in una sorta di mystery play di cui Casanowicz, in questo studio pionieristico, presenta una circostanziata esposizione.

Quand’anche non sia stato, un tempo, il «culto comune a tutti i popoli turanici» o addirittura «la religione più antica del mondo», come alcuni sono inclini a supporre, è alquanto plausibile che lo Sciamanesimo rappresenti un fenomeno antichissimo, relativamente primordiale, la cui indagine riveste il massimo interesse in una prospettiva di comparazione con il simbolismo proprio a tradizioni iniziatiche tuttora vitali e praticate.

Sommario:

Premessa– Area del culto sciamanico – Cosmogonia e visione del mondo nello Sciamanesimo – Definizione di «sciamano» – Incarico dello sciamano – Iniziazione dello sciamano – Consacrazione dello sciamano – Sciamani e sciamane – Sciamani bianchi e neri – Sciamani incarnati in animali – Sciamani morti – Aspetto e vestito dello sciamano – Funzioni dello sciamano – Lo sciamano siberiano a confronto con il medicine man dei nativi nord-americani – Lo Sciamanesimo a confronto con il Feticismo – Lo sciamano in azione – Purificazione della yurta – Ascendente dello sciamano – Attitudine mentale dello sciamano – A proposito di «animismo» e di «sciamanesimo» – «La questione dello sciamanesimo» in Mircea Eliade.

Immanuel Moses Casanowicz ha ricoperto il ruolo di Assistant Curator nel dipartimento di Archeologia del mondo antico (e in precedenza operato in quello di Studi orientali) presso lo United States National Museum di Washington.

Shamanism of the Natives of Siberia è stato originariamente pubblicato sull’«Annual report of the Board of regent of the Smithsonian institution for the year ending June 30, 1924» (Government Printing Office, Washington 1925).

Scheda

Immanuel M. Casanowicz
Sciamanesimo dei nativi siberiani
Traduzione di Fabrizio Alfieri

Harmonia Mundi, Torino 2017, 96 pagine
ISBN 978-88-99734-05-3
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda" avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

Risvolto

Il termine «sciamanesimo» è genericamente assegnato ad alcune dottrine e pratiche magico-religiose riscontrabili in comunità tradizionali nelle quali il sacerdote, o chi ne rivesta le funzioni, è uno sciamano. Con esso non s’identifica specificamente una religione, ma una certa attitudine ispirata a una visione animistica della natura secondo cui il mondo è pervaso da forze – dèi e spiriti – che influiscono attivamente sulla vita umana e con le quali alcuni possono entrare in intima relazione, controllandole e in tal modo facendosene mediatori.

Di fatto, che gli uomini – o alcuni tra essi – possano entrare in contatto con tali forze e utilizzarle per fini benevoli o malefici è una credenza universale, presupposto comune a magia e religione. Ma più precisamente, il termine «sciamanesimo » viene applicato a quei metodi semi-religiosi e semi-magici praticati dagli stregoni, operanti in stato di estasi, delle tribù aborigene della Siberia.

Lo Sciamanesimo di queste popolazioni – comunemente chiamate tribù uralo-altaiche – può essere considerato come una forma specializzata e particolarmente elaborata della pratica generale, che si trova qui associata a una tradizione complessa e articolata, apparentemente politeista o polidemonica, ma con un dio supremo a sovraintendere ogni cosa, a costituirne parte essenziale e centrale, al quale rapportarsi attraverso sacrifici, preghiere liturgiche, canti e formule.

Le radici dello Sciamanesimo affondano in una cosmogonia e in una griglia interpretativa della realtà sostanzialmente comuni a tutte le forme in cui si declina la tradizione sciamanica, secondo cui il mondo consta di tre regni o domini: quello superiore, composto da diciassette strati o cieli, costituisce il regno della luce, la dimora degli dèi e degli spiriti benevoli atti a proteggere e difendere il fragile genere umano; quello inferiore, composto da sette (o nove) strati o inferi, è il regno dell’oscurità, l’antro di creature diaboliche, demoni e dannati; intermedia tra i cieli e gl’inferi, è posta la superficie terrestre, il soggiorno della specie umana, cosicché questo regno di mezzo si trova nella zona d’influenza di entrambi i precedenti.

Descrizione

Sono abbastanza note le relazioni della tradizione massonica medievale e post-medievale sia con altre forme iniziatiche, quali l’ermetismo, sia con la Chiesa cattolica romana. Passata attraverso vari adattamenti, la via muratória ha una origine anteriore allo stesso Cristianesimo, in virtù del suo ricollegamento all’edificazione salomonica del Tempio di Gerusalemme e, pure, a una corrente spirituale risalente all’iniziazione pitagorica e ai Collegia artigianali dell’antica Roma.

A partire dal secolo XVIII, emergendo strutturalmente come mai nessuna organizzazione iniziatica aveva sperimentato, la Massoneria ha dovuto resistere all’insinuarsi di effimere ideologie, alle condanne delle autorità religiose e civili, ai subdoli tentativi di sminuirne la valenza tradizionale autentica. Ciò nonostante, essa può ancora rivendicare una trasmissione iniziatica effettiva, ultima «Arca vivente dei simboli» in Occidente per chi sia animato da una seria aspirazione spirituale.

L’iniziazione massonica nel mondo moderno è stato originariamente pubblicato, in sei parti, sulla «Rivista di Studi Tradizionali» di Torino.

Sommario:

I. Ideologie e «ideali» nella Massoneria «moderna» – II. Tentativi deviati – III. Massoneria e Chiesa cattolica: antefatti e misfatti – IV. Massoneria e Chiesa cattolica: avvicinamenti apparenti – V. Massoneria e Chiesa cattolica: questioni pratiche – VI. Alla ricerca dell’iniziazione effettiva – Appendice

Scheda

Giovanni Ponte
L’iniziazione massonica nel mondo moderno

Harmonia Mundi, Torino 2017, 176 pagine
ISBN 978-88-99734-04-6
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda" avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

Risvolto

La questione dei rapporti tra Massoneria e Chiesa cattolica può essere considerata sotto diversi aspetti. Inquadrato in una serie di considerazioni sull’iniziazione massonica nel mondo moderno, l’argomento desta interesse essenzialmente in funzione di qualche chiarimento circa le possibilità offerte a chi in Occidente ricerchi una via di realizzazione spirituale.

Vi sono fatti e situazioni storiche, di solito conosciuti poco o male, sovente in modi distorti, tali da provocare all’atto pratico confusioni non indifferenti e tra le cui conseguenze vanno annoverati sia il diffondersi della radicata avversione di gran parte dei cattolici per l’iniziazione massonica sia, per reazione, l’alimentarsi in gran parte dei massoni dell’odio nei confronti della religione cattolica, molto spesso generalizzato verso qualsiasi forma religiosa e tale da spingere a un orientamento sempre più volutamente antitradizionale.

Per un cattolico cui si presenti la prospettiva di accedere all’iniziazione massonica o che sia già massone, la situazione può essere indubbiamente assai problematica, se si tiene conto della duplice esigenza iniziatica e religiosa.

Qualora, com’è ben comprensibile, egli pensi anzitutto a mantenere la propria partecipazione alla religione cattolica, in seno alla Chiesa, si troverà oggi di fronte a opinioni e giudizi confusi e contraddittori, ben lontani dall’ordine che dovrebbe essere offerto da una dottrina e da una legge tradizionale a qualsiasi livello.

Peraltro, quella massonica è praticamente l’unica forma d’iniziazione occidentale che, a dispetto di ogni avversario, esterno e interno, si è eccezionalmente mantenuta diffusa e accessibile nell’ambiente in cui viviamo.

Anche in mancanza della partecipazione a un exoterismo religioso e a una legislazione tradizionale, o in aggiunta a essa quando tale esigenza venga soddisfatta, non bisogna del resto dimenticare che nella stessa Massoneria attuale, nei suoi simboli e più esplicitamente in rituali comunemente diffusi, si trovano quantomeno direttive fondamentali che dovrebbero servire di base per l’orientamento della mentalità e del comportamento dell’iniziato, estremamente importanti anzitutto sull’arduo cammino di quella purificazione e «squadratura» della «pietra grezza» senza la quale non c’è la possibilità di compiere neppure i primi passi della via iniziatica.

Si tratta di questioni elementari che troppi hanno l’abitudine di trascurare o disprezzare, talvolta perché si sentono ben al di là d’insegnamenti di cui vedono solo l’aspetto «moralistico», mentre si tratta di condizioni scomode ma, in concreto, «tecnicamente» indispensabili.

Collezione 2016

Descrizione

In tutti i casi in cui si è preda di una illusione, la causa di quest’ultima risiede unicamente nell’osservatore. Come il sorgere del sole allontana l’oscurità della notte, così la luce della conoscenza dissipa le tenebre dell’ignoranza. Fintantoché la mente non si sottrae all’inganno, l’agonia perdura. Placarla è invero lo scopo della vita.

La lampada della Conoscenza non-duale, dialogo cristallino tra maestro e discepolo, costituisce una sintesi di commentari dell’ Advaita Vedânta, la chiave di volta nell’edificio dottrinale della tradizione indù. Con un linguaggio efficace per la sua naturalezza, l’opera di Shrî Karapatra Swamy c’invita, attraverso una compiuta indagine sulla fluidità della mente, ad accogliere la verità e il metodo impliciti nelle più elevate formulazioni di pura metafisica.

Sommario:

Mente e realizzazione spirituale – La falsa attribuzioneLa rimozione della falsa attribuzioneI mezzi della realizzazioneL’ascolto della Verità supremaLa riflessioneL’annientamento delle potenzialitàLa realizzazione direttaL’estinzione della mente

La lampada della Conoscenza non duale (Advaita Bodha Dîpikâ) è stato originariamente trascritto alla presenza di Shrî Ramana Maharshi e pubblicato in otto parti, nella presente traduzione, sulla «Rivista di Studi Tradizionali» di Torino.

Shrî Karapatra Swami è stato monaco e maestro (Pithadhipathi) a Kashi, ove ha condensato, sotto forma di dialogo, i commentari di Shrî Shankarâchârya e di altri grandi Maestri dell’Advaita Vedânta.

Scheda

Shrî Karapatra Swami
La lampada della Conoscenza non-duale
Traduzione dal sanscrito di Giorgio Conte
Saggio introduttivo di Marco Marino

Harmonia Mundi, Torino 2016, 226 pagine
ISBN 978-88-99734-03-9
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda"avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

Risvolto

Un uomo si trova sdraiato su un letto; una volta addormentato, sognando, assume la forma di uccelli e di quadrupedi; oppure, il sogno lo porta a camminare lungo le strade di Benares o a vagare nel deserto di Setu; pur giacendo immobile, si trova a volare nell’aria, a precipitare in un abisso, a tagliarsi una mano e a osservarla. Durante il sogno non si dubita affatto che quanto succede non sia reale. Se un semplice sogno può rendere possibile quel che è impossibile (camminare per le strade di Benares, stando a letto), perché mai stupirsi del fatto che Mâyâ possa creare questo fantasmagorico universo?

Per rendervelo più chiaro, vi racconto una storia tratta dallo Yoga-Vâsishtha:

«C’era una volta un re di nome Lavana della nobile stirpe dei Ikshavadu. Un giorno si presentò alla sua corte un mago che gli disse: «Maestà, vi mostrerò un prodigio, osservate!». Prese un flagello di penne di pavone e lo agitò di fronte al re. Il re si sentì stordito e si dimenticò tutto di se stesso. Gli apparve un cavallo; gli montò in groppa e partì per la caccia nella foresta. Dopo una lunga cavalcata, si sentì esausto e affamato. Ed ecco che gli si presentò una giovane di casta inferiore con in mano un piatto contenente cibo di qualità scadente. Spinto dalla fame, dimenticò ogni regola di comportamento e il suo senso di dignità e chiese di potersene cibare. La ragazza acconsentì di sfamarlo solo se avesse potuto diventare la sua legittima sposa. Il re fu subito consenziente; divorò il cibo e la seguì nel suo casolare ove vissero per anni ed ebbero due figli e una figlia. Stordito sul trono, il re, nel breve lasso di un’ora e mezza, visse una illusoria miserevole vita che durò numerosi anni».

Altre storie, simili a questa, furono narrate da Vasishtha a Râma per fargli comprendere il portentoso gioco di Mâyâ. Non c’è inganno che la mente non possa provocare e non c’è nessuno che non ne venga ingannato. Nulla può sfuggire al suo potere.

La mente è l’ape che dimora da sempre nel loto del cuore: incurante del dolcissimo miele della Beatitudine che stilla dal loto del cuore, è attratta dall’amaro miele che cola dalle percezioni sensibili, e se ne esce attraverso i cinque sensi; e anche quando, con il distacco, le porte dei sensi siano state chiuse, essa continua a pensare, preoccupata del presente e dei ricordi del passato, non cessando di costruire castelli nell’aria.

Descrizione

Da tempo immemorabile, i mestieri rivestono un ruolo capitale nel definire qualità e aspirazioni degli esseri umani. Lo studio condotto da Pierre Delabaty intorno alle fonti documentarie orientali e occidentali predisposte alla loro regolamentazione suggerisce la possibilità di ritrovarne i princìpi ispiratori per una vera sacralizzazione del lavoro. Dotarsi di strumenti intellettuali e operativi, nella miseria degli sconvolgimenti epocali in atto, rappresenta la via maestra per liberarsi da ogni cieco fanatismo, da ogni sordido integralismo. Perseguendo una comprensione interiore, vissuta, reale. Nello spirito che deve contraddistinguerci come costruttori di pace, in quest’aiuola di mortali.

Sommario:

Premessa – Le Risâlât dei mestieri – La partecipazione all’exoterismo – La leggenda del mestiere – Il santo patrocinio e il lignaggio dei maestri del mestiere – Le regole del mestiere – I «catechismi» – Le assemblee – I riti iniziatici e d’iniziazione – La sacralizzazione di ogni atto del mestiere – Conclusioni

Métiers d’Orient et d’Occident è stato originariamente pubblicato sulla rivista francese «La Règle d’Abraham».

Scheda

Pierre Delabaty
Mestieri d’Oriente e d’Occidente
Traduzione a cura dei collaboratori di «Letra y Espíritu»

Harmonia Mundi, Torino 2016, 80 pagine
ISBN 978-88-99734-02-2
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda"avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

RISVOLTO

Gli accostamenti che possono essere fatti tra le iniziazioni basate sui mestieri, in Oriente e in Occidente, sono suscettibili d’ispirare coloro che cercano sinceramente di rivivificarli in un senso conforme alla concezione tradizionale. Iscrivendosi nella natura profonda dell’uomo e, nonostante le differenze storiche e geografiche delle sue manifestazioni, avendo questo, incontestabilmente una struttura fondamentale unica, è normale che, in circostanze simili e con intenzioni equivalenti, scienze, arti e mestieri si somiglino, talvolta fin nei dettagli, essendo unico il loro principio d’ispirazione. Pur sposando, secondo i tempi e i luoghi, la forma espressiva di tradizioni particolari, questo centro d’unione è immediatamente percepibile alla lettura dei testi occidentali e orientali che codificano i mestieri.

Il presente studio si basa principalmente, per il versante occidentale, sui documenti originati negli ambiti del Compagnonaggio e della Massoneria, dal momento che sono i più numerosi e i più completi tra quelli a nostra disposizione, e, per il versante orientale, sulle traduzioni delle cosiddette Risâlât dei mestieri che erano ancora in vigore, in alcuni paesi dell’area islamica, poche decine d’anni fa. Questi documenti provengono da regioni che si estendono dalla Turchia all’Afghanistan e al Pakistan attuali, comprendendo quel che viene chiamato futuwwah, ovvero una spiritualità legata all’azione.

Nella loro configurazione generale, i testi d’Oriente e d’Occidente volti a regolamentare i mestieri comprendono una serie d’identici elementi: obbligo di seguire la legge exoterica; riferimento a una leggenda del mestiere, ai santi patroni, ai maestri; esposizione delle regole; esistenza di catechismi; obbligo di presenza alle assemblee periodiche; riti d’iniziazione; sacralizzazione di tutta l’attività.

Auspichiamo che questo contributo a un aspetto importante della concezione tradizionale dei mestieri e alla sacralità del lavoro offra qualche spunto di riflessione a coloro la cui ricerca ha orientato in questa via.

Descrizione

Il rito inglese di stile Emulation rappresenta una delle più rilevanti espressioni della pura tradizione libero-muratoria. Codificato nella sua attuale formulazione in seguito all’Act of Union del 1813 tra le componenti massoniche stuartiste e hannoveriane, il rito Emulation è l’emblema di un’avvenuta conciliazione tra presupposti e istanze in apparenza antinomici: preservare l’efficacia dell’operatività iniziatica, armonizzarsi alle esigenze di un’epoca in precipitosa trasformazione. David Taillades, autore di un eccezionale volume storico e simbolico sull’argomento, ora tratteggia con brevi aperçus un sintetico profilo del «metodo» Emulation; circostanziandone le prerogative intrinseche, fino a penetrare il cuore stesso di questa pratica rituale. Per ridare luce al suo deposito sacro.

Sommario:

Premessa – Presentazione del «metodo» EmulationI mezzi realizzativiInterludioI vantaggi del «metodo» EmulationAlcuni «effetti» del «metodo»Le insidie del «metodo»Una tecnica spirituale da «ritrovare» – Epilogo

Articoli, recensioni e studi critici a firma di David Taillades sono apparsi sulle riviste «La Règle d’Abraham», «Masonica» e «La Lettera G». Il chef-d’œuvre dell’autore, a oggi, è rappresentato dal volume De la franc-maçonnerie opérative au rite Émulation (Éditions Dervy, Parigi 2013).

Le rite Émulation, une authentique voie de réalisation spirituelle è stato originariamente pubblicato, ripartito in sezioni, sulla rivista svizzera «Masonica».

Scheda

David Taillades
Il rito Emulation. Un'autentica via di realizzazione spirituale.
Traduzione di Fabrizio Alfieri

Harmonia Mundi, Torino 2016, 112 pagine
ISBN 978-88-99734-01-05
euro 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda"avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

RISVOLTO

Dopo aver formulato la richiesta di essere ammesso tra i liberi-muratori, circa vent’anni fa, abbiamo incontrato alcuni Fratelli per un primo colloquio di reciproca conoscenza. È allora che ci è stato riferito di una pratica il cui testo viene appreso mnemonicamente: il rito Emulation. Qualche mese più tardi, venivamo ricevuti in una locanda, nella piena campagna francese, ove un’antica Loggia s’installa e ritira i decori a ogni tornata, com’era uso un tempo.

Il rito Emulation, eseguito a memoria da tutti i Dignitari e Ufficiali di Loggia, talora viene reputato arido per il suo carattere: nessuna tavola o discussione in tempio, soltanto un rituale, posto in atto il più rigorosamente possibile, tanto nel fraseggio quanto nella deambulazione e nella gestualità. Eppure, un libero-muratore che sia «estraneo» a questo Rito inglese, partecipandovi, resta immancabilmente colpito da questa pratica e dall’«atmosfera» che ne deriva.

Per la sua netta filiazione dagli operativi, i tagliatori di pietra, il rito Emulation non è corredato di elementi ermetici e cavallereschi, com’è invece il caso di altri Riti. Così, un iniziato che si avventuri alla scoperta del mestiere muratorio, quello che si praticava nelle corporazioni di un tempo, vedrà fino a qual punto il rituale, senza filtri o possibili equivoci, è direttamente allineato con l’Arte della costruzione. Celati nella sua pratica, potrà rinvenire alcuni segreti del mestiere: certi «tracciati regolatori» o, anche, la tecnica di rilievo di una pianta al suolo. Più ancora, avrà modo di riscoprire antiche operatività spirituali, proprie a tutte le tradizioni autentiche e tali da permettere l’accesso effettivo alla «vera» luce, quella rappresentata simbolicamente quando cade la benda dagli occhi dell’iniziato.

Il rito Emulation si svela gradualmente, con impercettibile lentezza, anni e anni di lavoro metodico, soltanto a coloro che desiderano seguire i suoi precetti con il cuore. Come ogni rito, beninteso, si tratta semplicemente di un mezzo; un veicolo per il raggiungimento di una meta. Ma conformandosi ai suoi insegnamenti, svelandone l’invito all’ascesi e praticandola, sarà davvero possibile accedere a un mondo interiore, spirituale, d’inestimabile ricchezza.

Descrizione

In spregio ai documenti fondatori, all’insegnamento tramandato da bocca a orecchi e a ogni logica argomentativa, si è dogmaticamente cristallizzata in certa letteratura massonica contemporanea la convinzione che la Libera Muratoria, quale via iniziatica, si configuri come una realtà segnata da una irreparabile cesura con l’antico esercizio del mestiere. Attraverso una minuziosa indagine documentale, Matthew Scanlan demolisce quell’ipotesi senza fondamenti rilevandone la pecca fatale. Così, il suo prezioso lavoro apporta tutte le testimonianze storiche a quanto già ampiamente dimostrato sul piano dottrinale da quei massoni che, in ogni epoca, mai asserviti alle correnti ideologiche dominanti, hanno scelto di essere veramente liberi.

Sommario:

Premessa – Elias Ashmole e la MassoneriaIl termine «Freemason»L’esistenza delle loggeLa Compagnia dei liberi-muratori di LondraL’«Acception»Regolamenti del MestiereIl Dr. Robert PlotRandle Holme IIILa Parola dei MassoniIl Dr. Edward StillingfleetSir Christopher WrenConto alla rovescia verso una Grand Lodge.

Freemasonry and the Mystery of the Acception è stato originariamente pubblicato nel volume Freemasonry on both sides of the Atlantic e poi ripreso sulla rivista francese «Renaissance Traditionnelle».

Matthew Scanlan è uno storico della Libera Muratoria, collaboratore di autorevoli riviste massoniche e membro del Centro de Estudios Históricos de la Masonería Española. È stato Deputy Editor della prestigiosa «Freemason Today» (UGLE), ove ha pubblicato oltre quaranta articoli, Conference Organiser al Canonbury Masonic Research Centre e Assistant Curator presso The Library and Museum of Freemasons’ Hall. I suoi lavori sono apparsi in Europa e Nord America con Brill Publishers, Honoré Champion, Walter de Gruyter e Columbia University Press.

Scheda

Matthew D. J. Scanlan
La Libera Muratoria e il mistero dell’«Accettazione»
Traduzione di Fabrizio Alfieri

Harmonia Mundi, Torino 2016, 144 pagine
ISBN 978-88-99734-00-8
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda"avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

Risvolto

È noto che le origini della Massoneria moderna sono avvolte dal mistero. Apparentemente vi sono poche prove dell’esistenza di questo movimento prima della formazione della Grand Lodge of London and Westminster, il 24 giugno 1717, fatto salvo per la notevole eccezione di Elias Ashmole, che fu «fatto Libero Muratore» una settantina di anni prima, a Warrington nel Cheshire. Giacché abbiamo poche informazioni sugli altri membri di questa loggia, si è ritenuto per molto tempo che si trattasse di una forma precoce di realtà «speculativa», anche se trascorsero quasi quarant’anni, dopo la formazione della suddetta Grand Lodge, fino al primo impiego di questo termine.

L’espressione originale utilizzata dalle prime Constitutions massoniche del 1723 era «Libero e Accettato»; tuttavia, quest’espressione è stata ripetutamente mal compresa. Numerosi ricercatori hanno anche congegnato elaborate teorie delle origini basate su una interpretazione di questi termini, senza prima cercare di darne una definizione accurata. Knoop e Jones, nel secolo XX, hanno rilevato che ciò era in gran parte dovuto al fatto che una parte preponderante di autori considerava la Libera Muratoria «come qualcosa d’interamente a margine della storia ordinaria», un argomento estraneo alla corrente dominante della ricerca storica. Di conseguenza, si è scritto molto senza una direzione metodologica precisa. Se si vogliono comprendere meglio le origini del movimento e la sua influenza, è d’importanza centrale operare un’analisi scientifica della terminologia utilizzata dalla Massoneria moderna negli anni della sua formazione.

Questo studio si propone di studiare l’etimologia dei termini «Libero e Accettato» mettendo in rilievo una pecca fatale su cui riposa una parte rilevante della letteratura massonica e che ha alterato il modo in cui gli storiografi hanno abitualmente interpretato le radici del movimento.

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