Monografie 2017

Descrizione

La ricerca sulla presunta affiliazione di Carlo Edoardo Stuart alla Libera Muratoria giacobita o scozzese è stata a lungo ostacolata dall’assunto, sviante, che la Massoneria britannica abbia avuto inizio con la Grand Lodge del 1717, connotandosi come movimento apolitico e razionalista. Il recente sviluppo degli studi storici, invece, restituisce l’insieme delle attività del Bonnie Prince Charlie a un contesto diplomaticamente diversificato e orientato spiritualmente, fedele alle tradizioni ancients, scozzesi e irlandesi. Con partecipazione e perizia, Schuchard ricostruisce disegni e speranze della causa stuardista, finanche in terra d’Italia e nella loggia della Roma papale, all’atto dell’iniqua scomunica promulgata nei confronti di tutti i liberi muratori da parte della Chiesa cattolica..

Marsha Keith Schuchard, Philosophiæ Doctor presso The University of Texas at Austin, è autrice di oltre sessanta articoli accademici e quattro monumentali volumi sull’influenza politica, letteraria e artistica delle organizzazioni iniziatiche occidentali nei secoli XVIII e XIX. I suoi lavori sono apparsi in Nord America ed Europa con Random House e Brill Publishers.

Sommario:

Introduzione– Swift, Lullo e l’arte massonica della memoria – Libera Muratoria stuardista e architettura salomonica – Rivalità tra giacobiti e hannoveriani – Mar, Ramsay e la restaurazione della Libera Muratoria stuardista – Il Bonnie Prince Charlie emerge sulla scena massonica – Il Royal Order of Heredom and Kilwinning – L’antica cavalleria del Tempio di Gerusalemme – I destini dei Gran Maestri giacobiti – Il Gran Maestro incognito e la rete scozzese – Lealisti del vecchio mondo e rivoluzionari del nuovo mondo – Ripristinando il Tempio nel Nord – Conclusioni.

Scheda

Marsha Keith Schuchard
Politica ed esoterismo massonici. Le «antiche» radici stuardiste nel ruolo del Bonnie Prince Charlie quale Gran Maestro incognito.
Traduzione di Fabrizio Alfieri

Harmonia Mundi, Torino 2017, 160 pagine
ISBN 978-88-99734-06-0
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda" avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

Risvolto

La mia incursione nella storia massonica avvenne piuttosto inaspettatamente, quando, laureata e specializzanda in Letteratura britannica moderna, sollevai due questioni pericolose per il pendio scivoloso del lavoro d’investigazione spalancatosi innanzi a me: la prima, suggerita dal poeta irlandese William Butler Yates, secondo cui William Blake, il visionario artista del secolo XVIII, fu introdotto alla Cabala da un ebreo rosicruciano, il Dr. Falk; la seconda, dovuta allo scrittore irlandese James Joyce, il quale, nel grande romanzo Ulysses, ritrasse il suo uomo qualunque, Leopold Bloom, come un massone ebreo in una Dublino cattolica. Quando chiesi il perché di tali precisazioni, abbondantemente dileggiate nel mondo accademico come credulità irlandesi o arbìtri della fantasia, iniziai la mia discesa sul piano inclinato della ricerca storica intorno alla Cabala antica, al Rosicrucianesimo e alla Massoneria. E l’impeto si rivelò tale da trascinarmi nelle biblioteche e negli archivi delle Isole britanniche, di Francia, Olanda, Finlandia e, soprattutto, di Svezia. Nel tragitto, compresi che gli sviluppi massonici del secolo XVIII dovevano essere studiati in un contesto internazionale, onde evitare di restituire una visione riduzionista e non particolarmente acuta dei fatti.

Quando inaugurai la mia ricerca, nel 1974, quasi tutti i libri di storia sostenevano che la Libera Muratoria avesse formalmente preso avvio nel 1717, allorché quattro logge londinesi si costituirono come Grand Lodge, e che il suo proposito fosse quello di promuovere la scienza newtoniana, il razionalismo illuminista, la tolleranza religiosa e una forma di socializzazione apolitica. Ciò corrispondeva al vero per una cospicua corrente della storia massonica inglese, ma non prendeva in considerazione l’interesse spirituale ed esoterico che molti liberi muratori in Scozia, Irlanda, Europa continentale, Scandinavia, Russia e nella stessa Inghilterra continuavano a coltivare. Inoltre, gli artisti, i poeti e i romanzieri che maggiormente destavano il mio interesse avevano trattato questi temi arcani (in particolare, la Cabala ebraica e l’Ermetismo rosicruciano), rigettando le tendenze secolariste e razionalistiche proprie al governo hannoveriano, Whig e protestante della Gran Bretagna.

Masonic esotericism and politics: the «ancient» Stuart roots of Bonnie Prince Charlie’s role as hidden Grand Master, versione ampliata di una conferenza tenuta presso la «St. John’s Lodge» n° 1 di New York, è pubblicato in lingua originale inglese come hors-série della rivista francese «La Règle d’Abraham».

Descrizione

Sono abbastanza note le relazioni della tradizione massonica medievale e post-medievale sia con altre forme iniziatiche, quali l’ermetismo, sia con la Chiesa cattolica romana. Passata attraverso vari adattamenti, la via muratória ha una origine anteriore allo stesso Cristianesimo, in virtù del suo ricollegamento all’edificazione salomonica del Tempio di Gerusalemme e, pure, a una corrente spirituale risalente all’iniziazione pitagorica e ai Collegia artigianali dell’antica Roma.

A partire dal secolo XVIII, emergendo strutturalmente come mai nessuna organizzazione iniziatica aveva sperimentato, la Massoneria ha dovuto resistere all’insinuarsi di effimere ideologie, alle condanne delle autorità religiose e civili, ai subdoli tentativi di sminuirne la valenza tradizionale autentica. Ciò nonostante, essa può ancora rivendicare una trasmissione iniziatica effettiva, ultima «Arca vivente dei simboli» in Occidente per chi sia animato da una seria aspirazione spirituale.

L’iniziazione massonica nel mondo moderno è stato originariamente pubblicato, in sei parti, sulla «Rivista di Studi Tradizionali» di Torino.

Sommario:

I. Ideologie e «ideali» nella Massoneria «moderna» – II. Tentativi deviati – III. Massoneria e Chiesa cattolica: antefatti e misfatti – IV. Massoneria e Chiesa cattolica: avvicinamenti apparenti – V. Massoneria e Chiesa cattolica: questioni pratiche – VI. Alla ricerca dell’iniziazione effettiva – Appendice

Scheda

Giovanni Ponte
L’iniziazione massonica nel mondo moderno

Harmonia Mundi, Torino 2017, 176 pagine
ISBN 978-88-99734-04-6
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda" avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

Risvolto

La questione dei rapporti tra Massoneria e Chiesa cattolica può essere considerata sotto diversi aspetti. Inquadrato in una serie di considerazioni sull’iniziazione massonica nel mondo moderno, l’argomento desta interesse essenzialmente in funzione di qualche chiarimento circa le possibilità offerte a chi in Occidente ricerchi una via di realizzazione spirituale.

Vi sono fatti e situazioni storiche, di solito conosciuti poco o male, sovente in modi distorti, tali da provocare all’atto pratico confusioni non indifferenti e tra le cui conseguenze vanno annoverati sia il diffondersi della radicata avversione di gran parte dei cattolici per l’iniziazione massonica sia, per reazione, l’alimentarsi in gran parte dei massoni dell’odio nei confronti della religione cattolica, molto spesso generalizzato verso qualsiasi forma religiosa e tale da spingere a un orientamento sempre più volutamente antitradizionale.

Per un cattolico cui si presenti la prospettiva di accedere all’iniziazione massonica o che sia già massone, la situazione può essere indubbiamente assai problematica, se si tiene conto della duplice esigenza iniziatica e religiosa.

Qualora, com’è ben comprensibile, egli pensi anzitutto a mantenere la propria partecipazione alla religione cattolica, in seno alla Chiesa, si troverà oggi di fronte a opinioni e giudizi confusi e contraddittori, ben lontani dall’ordine che dovrebbe essere offerto da una dottrina e da una legge tradizionale a qualsiasi livello.

Peraltro, quella massonica è praticamente l’unica forma d’iniziazione occidentale che, a dispetto di ogni avversario, esterno e interno, si è eccezionalmente mantenuta diffusa e accessibile nell’ambiente in cui viviamo.

Anche in mancanza della partecipazione a un exoterismo religioso e a una legislazione tradizionale, o in aggiunta a essa quando tale esigenza venga soddisfatta, non bisogna del resto dimenticare che nella stessa Massoneria attuale, nei suoi simboli e più esplicitamente in rituali comunemente diffusi, si trovano quantomeno direttive fondamentali che dovrebbero servire di base per l’orientamento della mentalità e del comportamento dell’iniziato, estremamente importanti anzitutto sull’arduo cammino di quella purificazione e «squadratura» della «pietra grezza» senza la quale non c’è la possibilità di compiere neppure i primi passi della via iniziatica.

Si tratta di questioni elementari che troppi hanno l’abitudine di trascurare o disprezzare, talvolta perché si sentono ben al di là d’insegnamenti di cui vedono solo l’aspetto «moralistico», mentre si tratta di condizioni scomode ma, in concreto, «tecnicamente» indispensabili.

Descrizione

L’attività dello sciamano come sacerdote o sacrificatore, incantatore degli spiriti e profeta, si esprime in una sorta di mystery play di cui Casanowicz, in questo studio pionieristico, presenta una circostanziata esposizione.

Quand’anche non sia stato, un tempo, il «culto comune a tutti i popoli turanici» o addirittura «la religione più antica del mondo», come alcuni sono inclini a supporre, è alquanto plausibile che lo Sciamanesimo rappresenti un fenomeno antichissimo, relativamente primordiale, la cui indagine riveste il massimo interesse in una prospettiva di comparazione con il simbolismo proprio a tradizioni iniziatiche tuttora vitali e praticate.

Sommario:

Premessa– Area del culto sciamanico – Cosmogonia e visione del mondo nello Sciamanesimo – Definizione di «sciamano» – Incarico dello sciamano – Iniziazione dello sciamano – Consacrazione dello sciamano – Sciamani e sciamane – Sciamani bianchi e neri – Sciamani incarnati in animali – Sciamani morti – Aspetto e vestito dello sciamano – Funzioni dello sciamano – Lo sciamano siberiano a confronto con il medicine man dei nativi nord-americani – Lo Sciamanesimo a confronto con il Feticismo – Lo sciamano in azione – Purificazione della yurta – Ascendente dello sciamano – Attitudine mentale dello sciamano – A proposito di «animismo» e di «sciamanesimo» – «La questione dello sciamanesimo» in Mircea Eliade.

Immanuel Moses Casanowicz ha ricoperto il ruolo di Assistant Curator nel dipartimento di Archeologia del mondo antico (e in precedenza operato in quello di Studi orientali) presso lo United States National Museum di Washington.

Shamanism of the Natives of Siberia è stato originariamente pubblicato sull’«Annual report of the Board of regent of the Smithsonian institution for the year ending June 30, 1924» (Government Printing Office, Washington 1925).

Scheda

Immanuel M. Casanowicz
Sciamanesimo dei nativi siberiani
Traduzione di Fabrizio Alfieri

Harmonia Mundi, Torino 2017, 96 pagine
ISBN 978-88-99734-05-3
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda" avorio 120 gr.
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Brossura cucita a filo di refe.

Risvolto

Il termine «sciamanesimo» è genericamente assegnato ad alcune dottrine e pratiche magico-religiose riscontrabili in comunità tradizionali nelle quali il sacerdote, o chi ne rivesta le funzioni, è uno sciamano. Con esso non s’identifica specificamente una religione, ma una certa attitudine ispirata a una visione animistica della natura secondo cui il mondo è pervaso da forze – dèi e spiriti – che influiscono attivamente sulla vita umana e con le quali alcuni possono entrare in intima relazione, controllandole e in tal modo facendosene mediatori.

Di fatto, che gli uomini – o alcuni tra essi – possano entrare in contatto con tali forze e utilizzarle per fini benevoli o malefici è una credenza universale, presupposto comune a magia e religione. Ma più precisamente, il termine «sciamanesimo » viene applicato a quei metodi semi-religiosi e semi-magici praticati dagli stregoni, operanti in stato di estasi, delle tribù aborigene della Siberia.

Lo Sciamanesimo di queste popolazioni – comunemente chiamate tribù uralo-altaiche – può essere considerato come una forma specializzata e particolarmente elaborata della pratica generale, che si trova qui associata a una tradizione complessa e articolata, apparentemente politeista o polidemonica, ma con un dio supremo a sovraintendere ogni cosa, a costituirne parte essenziale e centrale, al quale rapportarsi attraverso sacrifici, preghiere liturgiche, canti e formule.

Le radici dello Sciamanesimo affondano in una cosmogonia e in una griglia interpretativa della realtà sostanzialmente comuni a tutte le forme in cui si declina la tradizione sciamanica, secondo cui il mondo consta di tre regni o domini: quello superiore, composto da diciassette strati o cieli, costituisce il regno della luce, la dimora degli dèi e degli spiriti benevoli atti a proteggere e difendere il fragile genere umano; quello inferiore, composto da sette (o nove) strati o inferi, è il regno dell’oscurità, l’antro di creature diaboliche, demoni e dannati; intermedia tra i cieli e gl’inferi, è posta la superficie terrestre, il soggiorno della specie umana, cosicché questo regno di mezzo si trova nella zona d’influenza di entrambi i precedenti.

Monografie 2016

Descrizione

In spregio ai documenti fondatori, all’insegnamento tramandato da bocca a orecchi e a ogni logica argomentativa, si è dogmaticamente cristallizzata in certa letteratura massonica contemporanea la convinzione che la Libera Muratoria, quale via iniziatica, si configuri come una realtà segnata da una irreparabile cesura con l’antico esercizio del mestiere. Attraverso una minuziosa indagine documentale, Matthew Scanlan demolisce quell’ipotesi senza fondamenti rilevandone la pecca fatale. Così, il suo prezioso lavoro apporta tutte le testimonianze storiche a quanto già ampiamente dimostrato sul piano dottrinale da quei massoni che, in ogni epoca, mai asserviti alle correnti ideologiche dominanti, hanno scelto di essere veramente liberi.

Sommario:

Premessa – Elias Ashmole e la MassoneriaIl termine «Freemason»L’esistenza delle loggeLa Compagnia dei liberi-muratori di LondraL’«Acception»Regolamenti del MestiereIl Dr. Robert PlotRandle Holme IIILa Parola dei MassoniIl Dr. Edward StillingfleetSir Christopher WrenConto alla rovescia verso una Grand Lodge.

Freemasonry and the Mystery of the Acception è stato originariamente pubblicato nel volume Freemasonry on both sides of the Atlantic e poi ripreso sulla rivista francese «Renaissance Traditionnelle».

Matthew Scanlan è uno storico della Libera Muratoria, collaboratore di autorevoli riviste massoniche e membro del Centro de Estudios Históricos de la Masonería Española. È stato Deputy Editor della prestigiosa «Freemason Today» (UGLE), ove ha pubblicato oltre quaranta articoli, Conference Organiser al Canonbury Masonic Research Centre e Assistant Curator presso The Library and Museum of Freemasons’ Hall. I suoi lavori sono apparsi in Europa e Nord America con Brill Publishers, Honoré Champion, Walter de Gruyter e Columbia University Press.

Scheda

Matthew D. J. Scanlan
La Libera Muratoria e il mistero dell’«Accettazione»
Traduzione di Fabrizio Alfieri

Harmonia Mundi, Torino 2016, 144 pagine
ISBN 978-88-99734-00-8
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda"avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

Risvolto

È noto che le origini della Massoneria moderna sono avvolte dal mistero. Apparentemente vi sono poche prove dell’esistenza di questo movimento prima della formazione della Grand Lodge of London and Westminster, il 24 giugno 1717, fatto salvo per la notevole eccezione di Elias Ashmole, che fu «fatto Libero Muratore» una settantina di anni prima, a Warrington nel Cheshire. Giacché abbiamo poche informazioni sugli altri membri di questa loggia, si è ritenuto per molto tempo che si trattasse di una forma precoce di realtà «speculativa», anche se trascorsero quasi quarant’anni, dopo la formazione della suddetta Grand Lodge, fino al primo impiego di questo termine.

L’espressione originale utilizzata dalle prime Constitutions massoniche del 1723 era «Libero e Accettato»; tuttavia, quest’espressione è stata ripetutamente mal compresa. Numerosi ricercatori hanno anche congegnato elaborate teorie delle origini basate su una interpretazione di questi termini, senza prima cercare di darne una definizione accurata. Knoop e Jones, nel secolo XX, hanno rilevato che ciò era in gran parte dovuto al fatto che una parte preponderante di autori considerava la Libera Muratoria «come qualcosa d’interamente a margine della storia ordinaria», un argomento estraneo alla corrente dominante della ricerca storica. Di conseguenza, si è scritto molto senza una direzione metodologica precisa. Se si vogliono comprendere meglio le origini del movimento e la sua influenza, è d’importanza centrale operare un’analisi scientifica della terminologia utilizzata dalla Massoneria moderna negli anni della sua formazione.

Questo studio si propone di studiare l’etimologia dei termini «Libero e Accettato» mettendo in rilievo una pecca fatale su cui riposa una parte rilevante della letteratura massonica e che ha alterato il modo in cui gli storiografi hanno abitualmente interpretato le radici del movimento.

Descrizione

Il rito inglese di stile Emulation rappresenta una delle più rilevanti espressioni della pura tradizione libero-muratoria. Codificato nella sua attuale formulazione in seguito all’Act of Union del 1813 tra le componenti massoniche stuartiste e hannoveriane, il rito Emulation è l’emblema di un’avvenuta conciliazione tra presupposti e istanze in apparenza antinomici: preservare l’efficacia dell’operatività iniziatica, armonizzarsi alle esigenze di un’epoca in precipitosa trasformazione. David Taillades, autore di un eccezionale volume storico e simbolico sull’argomento, ora tratteggia con brevi aperçus un sintetico profilo del «metodo» Emulation; circostanziandone le prerogative intrinseche, fino a penetrare il cuore stesso di questa pratica rituale. Per ridare luce al suo deposito sacro.

Sommario:

Premessa – Presentazione del «metodo» EmulationI mezzi realizzativiInterludioI vantaggi del «metodo» EmulationAlcuni «effetti» del «metodo»Le insidie del «metodo»Una tecnica spirituale da «ritrovare» – Epilogo

Articoli, recensioni e studi critici a firma di David Taillades sono apparsi sulle riviste «La Règle d’Abraham», «Masonica» e «La Lettera G». Il chef-d’œuvre dell’autore, a oggi, è rappresentato dal volume De la franc-maçonnerie opérative au rite Émulation (Éditions Dervy, Parigi 2013).

Le rite Émulation, une authentique voie de réalisation spirituelle è stato originariamente pubblicato, ripartito in sezioni, sulla rivista svizzera «Masonica».

Scheda

David Taillades
Il rito Emulation. Un'autentica via di realizzazione spirituale.
Traduzione di Fabrizio Alfieri

Harmonia Mundi, Torino 2016, 112 pagine
ISBN 978-88-99734-01-05
euro 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda"avorio 120 gr.
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Brossura cucita a filo di refe.

RISVOLTO

Dopo aver formulato la richiesta di essere ammesso tra i liberi-muratori, circa vent’anni fa, abbiamo incontrato alcuni Fratelli per un primo colloquio di reciproca conoscenza. È allora che ci è stato riferito di una pratica il cui testo viene appreso mnemonicamente: il rito Emulation. Qualche mese più tardi, venivamo ricevuti in una locanda, nella piena campagna francese, ove un’antica Loggia s’installa e ritira i decori a ogni tornata, com’era uso un tempo.

Il rito Emulation, eseguito a memoria da tutti i Dignitari e Ufficiali di Loggia, talora viene reputato arido per il suo carattere: nessuna tavola o discussione in tempio, soltanto un rituale, posto in atto il più rigorosamente possibile, tanto nel fraseggio quanto nella deambulazione e nella gestualità. Eppure, un libero-muratore che sia «estraneo» a questo Rito inglese, partecipandovi, resta immancabilmente colpito da questa pratica e dall’«atmosfera» che ne deriva.

Per la sua netta filiazione dagli operativi, i tagliatori di pietra, il rito Emulation non è corredato di elementi ermetici e cavallereschi, com’è invece il caso di altri Riti. Così, un iniziato che si avventuri alla scoperta del mestiere muratorio, quello che si praticava nelle corporazioni di un tempo, vedrà fino a qual punto il rituale, senza filtri o possibili equivoci, è direttamente allineato con l’Arte della costruzione. Celati nella sua pratica, potrà rinvenire alcuni segreti del mestiere: certi «tracciati regolatori» o, anche, la tecnica di rilievo di una pianta al suolo. Più ancora, avrà modo di riscoprire antiche operatività spirituali, proprie a tutte le tradizioni autentiche e tali da permettere l’accesso effettivo alla «vera» luce, quella rappresentata simbolicamente quando cade la benda dagli occhi dell’iniziato.

Il rito Emulation si svela gradualmente, con impercettibile lentezza, anni e anni di lavoro metodico, soltanto a coloro che desiderano seguire i suoi precetti con il cuore. Come ogni rito, beninteso, si tratta semplicemente di un mezzo; un veicolo per il raggiungimento di una meta. Ma conformandosi ai suoi insegnamenti, svelandone l’invito all’ascesi e praticandola, sarà davvero possibile accedere a un mondo interiore, spirituale, d’inestimabile ricchezza.

Descrizione

Da tempo immemorabile, i mestieri rivestono un ruolo capitale nel definire qualità e aspirazioni degli esseri umani. Lo studio condotto da Pierre Delabaty intorno alle fonti documentarie orientali e occidentali predisposte alla loro regolamentazione suggerisce la possibilità di ritrovarne i princìpi ispiratori per una vera sacralizzazione del lavoro. Dotarsi di strumenti intellettuali e operativi, nella miseria degli sconvolgimenti epocali in atto, rappresenta la via maestra per liberarsi da ogni cieco fanatismo, da ogni sordido integralismo. Perseguendo una comprensione interiore, vissuta, reale. Nello spirito che deve contraddistinguerci come costruttori di pace, in quest’aiuola di mortali.

Sommario:

Premessa – Le Risâlât dei mestieri – La partecipazione all’exoterismo – La leggenda del mestiere – Il santo patrocinio e il lignaggio dei maestri del mestiere – Le regole del mestiere – I «catechismi» – Le assemblee – I riti iniziatici e d’iniziazione – La sacralizzazione di ogni atto del mestiere – Conclusioni

Métiers d’Orient et d’Occident è stato originariamente pubblicato sulla rivista francese «La Règle d’Abraham».

Scheda

Pierre Delabaty
Mestieri d’Oriente e d’Occidente
Traduzione a cura dei collaboratori di «Letra y Espíritu»

Harmonia Mundi, Torino 2016, 80 pagine
ISBN 978-88-99734-02-2
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda"avorio 120 gr.
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Brossura cucita a filo di refe.

RISVOLTO

Gli accostamenti che possono essere fatti tra le iniziazioni basate sui mestieri, in Oriente e in Occidente, sono suscettibili d’ispirare coloro che cercano sinceramente di rivivificarli in un senso conforme alla concezione tradizionale. Iscrivendosi nella natura profonda dell’uomo e, nonostante le differenze storiche e geografiche delle sue manifestazioni, avendo questo, incontestabilmente una struttura fondamentale unica, è normale che, in circostanze simili e con intenzioni equivalenti, scienze, arti e mestieri si somiglino, talvolta fin nei dettagli, essendo unico il loro principio d’ispirazione. Pur sposando, secondo i tempi e i luoghi, la forma espressiva di tradizioni particolari, questo centro d’unione è immediatamente percepibile alla lettura dei testi occidentali e orientali che codificano i mestieri.

Il presente studio si basa principalmente, per il versante occidentale, sui documenti originati negli ambiti del Compagnonaggio e della Massoneria, dal momento che sono i più numerosi e i più completi tra quelli a nostra disposizione, e, per il versante orientale, sulle traduzioni delle cosiddette Risâlât dei mestieri che erano ancora in vigore, in alcuni paesi dell’area islamica, poche decine d’anni fa. Questi documenti provengono da regioni che si estendono dalla Turchia all’Afghanistan e al Pakistan attuali, comprendendo quel che viene chiamato futuwwah, ovvero una spiritualità legata all’azione.

Nella loro configurazione generale, i testi d’Oriente e d’Occidente volti a regolamentare i mestieri comprendono una serie d’identici elementi: obbligo di seguire la legge exoterica; riferimento a una leggenda del mestiere, ai santi patroni, ai maestri; esposizione delle regole; esistenza di catechismi; obbligo di presenza alle assemblee periodiche; riti d’iniziazione; sacralizzazione di tutta l’attività.

Auspichiamo che questo contributo a un aspetto importante della concezione tradizionale dei mestieri e alla sacralità del lavoro offra qualche spunto di riflessione a coloro la cui ricerca ha orientato in questa via.

Descrizione

In tutti i casi in cui si è preda di una illusione, la causa di quest’ultima risiede unicamente nell’osservatore. Come il sorgere del sole allontana l’oscurità della notte, così la luce della conoscenza dissipa le tenebre dell’ignoranza. Fintantoché la mente non si sottrae all’inganno, l’agonia perdura. Placarla è invero lo scopo della vita.

La lampada della Conoscenza non-duale, dialogo cristallino tra maestro e discepolo, costituisce una sintesi di commentari dell’ Advaita Vedânta, la chiave di volta nell’edificio dottrinale della tradizione indù. Con un linguaggio efficace per la sua naturalezza, l’opera di Shrî Karapatra Swamy c’invita, attraverso una compiuta indagine sulla fluidità della mente, ad accogliere la verità e il metodo impliciti nelle più elevate formulazioni di pura metafisica.

Sommario:

Mente e realizzazione spirituale – La falsa attribuzioneLa rimozione della falsa attribuzioneI mezzi della realizzazioneL’ascolto della Verità supremaLa riflessioneL’annientamento delle potenzialitàLa realizzazione direttaL’estinzione della mente

La lampada della Conoscenza non duale (Advaita Bodha Dîpikâ) è stato originariamente trascritto alla presenza di Shrî Ramana Maharshi e pubblicato in otto parti, nella presente traduzione, sulla «Rivista di Studi Tradizionali» di Torino.

Shrî Karapatra Swami è stato monaco e maestro (Pithadhipathi) a Kashi, ove ha condensato, sotto forma di dialogo, i commentari di Shrî Shankarâchârya e di altri grandi Maestri dell’Advaita Vedânta.

Scheda

Shrî Karapatra Swami
La lampada della Conoscenza non-duale
Traduzione dal sanscrito di Giorgio Conte
Saggio introduttivo di Marco Marino

Harmonia Mundi, Torino 2016, 226 pagine
ISBN 978-88-99734-03-9
€ 10,00

Formato 19,5 cm x 10,5 cm
Copertina in cartoncino vergato Cordenons "Dalì" perla 200 gr. (con alette da 7,5 cm)
Pagine interne in carta Favini "Aralda"avorio 120 gr.
Stampa offset
Brossura cucita a filo di refe.

Risvolto

Un uomo si trova sdraiato su un letto; una volta addormentato, sognando, assume la forma di uccelli e di quadrupedi; oppure, il sogno lo porta a camminare lungo le strade di Benares o a vagare nel deserto di Setu; pur giacendo immobile, si trova a volare nell’aria, a precipitare in un abisso, a tagliarsi una mano e a osservarla. Durante il sogno non si dubita affatto che quanto succede non sia reale. Se un semplice sogno può rendere possibile quel che è impossibile (camminare per le strade di Benares, stando a letto), perché mai stupirsi del fatto che Mâyâ possa creare questo fantasmagorico universo?

Per rendervelo più chiaro, vi racconto una storia tratta dallo Yoga-Vâsishtha:

«C’era una volta un re di nome Lavana della nobile stirpe dei Ikshavadu. Un giorno si presentò alla sua corte un mago che gli disse: «Maestà, vi mostrerò un prodigio, osservate!». Prese un flagello di penne di pavone e lo agitò di fronte al re. Il re si sentì stordito e si dimenticò tutto di se stesso. Gli apparve un cavallo; gli montò in groppa e partì per la caccia nella foresta. Dopo una lunga cavalcata, si sentì esausto e affamato. Ed ecco che gli si presentò una giovane di casta inferiore con in mano un piatto contenente cibo di qualità scadente. Spinto dalla fame, dimenticò ogni regola di comportamento e il suo senso di dignità e chiese di potersene cibare. La ragazza acconsentì di sfamarlo solo se avesse potuto diventare la sua legittima sposa. Il re fu subito consenziente; divorò il cibo e la seguì nel suo casolare ove vissero per anni ed ebbero due figli e una figlia. Stordito sul trono, il re, nel breve lasso di un’ora e mezza, visse una illusoria miserevole vita che durò numerosi anni».

Altre storie, simili a questa, furono narrate da Vasishtha a Râma per fargli comprendere il portentoso gioco di Mâyâ. Non c’è inganno che la mente non possa provocare e non c’è nessuno che non ne venga ingannato. Nulla può sfuggire al suo potere.

La mente è l’ape che dimora da sempre nel loto del cuore: incurante del dolcissimo miele della Beatitudine che stilla dal loto del cuore, è attratta dall’amaro miele che cola dalle percezioni sensibili, e se ne esce attraverso i cinque sensi; e anche quando, con il distacco, le porte dei sensi siano state chiuse, essa continua a pensare, preoccupata del presente e dei ricordi del passato, non cessando di costruire castelli nell’aria.

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